sabato 4 maggio 2019

Gina Lollobrigida / L’inenarrabile belleza



Gina Lollobrigida L’inenarrabile bellezza di un’attrice dal talento straordinario

Serena Fogli
09/07/2018


Un incredibile fascino, una bellezza prorompente per una donna che ha fatto dell’arte la sua vita. Gina Lollobrigida, attrice ma anche pittrice, scultrice e fotografa. Leggenda del grande schermo e icona di bellezza e bravura, l’attrice è emblema di quel cinema di cui, oggi, si prova ancora nostalgia: un cinema capace di toccare le corde del nostro cuore.
Una presenza scenica capace di bucare il grande schermo, quella di Gina Lollobrigida. Ma andiamo a ritroso nel tempo per scoprire la vita di una delle più grandi attrici italiane.
Classe 1927, Gina Lollobrigida era una giovane come tante: è la seconda di quattro sorelle e la sua famiglia è benestante. A spezzare l’incanto di un’infanzia felice, però, ci pensa la guerra: un bombardamento e la famiglia di Gina Lollobrigida perde tutto trasferendosi, successivamente, a Roma. La giovane Lollo, all’epoca, non aveva in mente il cinema. Anzi.


Nella capitale si iscrive all’istituto di belle arti per assecondare le sue velleità artistiche, legate alla pittura e alla scultura. Ma è bella, bellissima: popolana e delicata allo stesso tempo, Gina Lollobrigida buca lo schermo. Non passerà molto tempo prima che le offrano una parte. Ma il cinema non è tra le priorità della giovane che, infatti, al primo invito. Rifiuta. La stessa Lollo ricorda così il primo incontro con la grande macchina dei sogni.
«Volevo diventare pittrice o soprano al cinema non ci pensavo proprio. Ma un giorno, nel '46, fui fermata per strada da due signori che mi proposero di fare la comparsa in un film. Compenso mille lire al giorno. Una cifra folle per me.»
Poi, nel 1947, partecipa a Miss Italia. Arriva terza e, come spesso accadeva a quel tempo, il passo da Salsomaggiore a Cinecittà è decisamente breve.
Gina Lollobrigida approda al cinema: nasce una stella
Gli anni '50 sono il suo decennio d’oro: Gina Lollobrigida è diretta dai più grandi mestri del cinema e si trova a lavorare con i più importanti volti dell’epoca. In poco tempo diventa una star internazionale, acclamata e apprezzata. La sua notorietà la si deve, però, a Vittorio De Sica: vero e proprio mentore, fu lui a convinverla a proseguire a lavorare nel cinema, nonostante la di lei predilezione per altre arti. De Sica aveva ragione: e al suo fianco, in Pane, Amore e Fantasia, la Lollobrigida è splendida. Il ruolo, oltre a farle guadagnare un Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista, la fa entrare di diritto (e in modo indelebile) nell’immaginario collettivo.


Il pubblico italiano prima e quello statunitense poi non possono più fare a meno di lei. A Hollywood lavora al fianco dei più grandi attori dell’epoca: Humphrey Bogart, Frank Sinatra, Rock Hudson, Tony Curtis sono solo alcuni degli incredibili nomi che l'hanno fatta entrare nel firmamento delle star indimenticate del cinema.
«In Europa Gi-na-Lol-lo-bri-gi-da sono le sette sillabe più famose. È lei la ragazza che, secondo Humphrey Bogart, “fa sembrare Marilyn Monroe simile a Shirley Temple”» scriveva il Time di lei, nel 1954.
Il primo amore non si scorda mai: il ritiro dalle scene e il ritorno all’arte
I riconoscimenti internazionali e la fama non sono bastate a Gina Lollobrigida: il cinema, che le aveva dato molto, non le aveva dato tutto: semplicemente, non era la sua arte.
«Finché, a un certo punto della vita, mi sono resa conto che quel ruolo di primo piano mi stava stretto. Grazie ad altri interessi, la fotografia, la scultura, ho imparato a mettermi da parte e osservare gli altri»


Negli anni ’70, la pittura e la scultura, per troppo tempo accantonate, tornano prepotentemente nella sua vita, così come il suo nuovo amore per la fotografia. Lentamente si ritira dalle scene e si fa assorbire completamente dalle altre arti. Per molto tempo il suo talento è rimasto nascosto, privato: dobbiamo aspettare il 2003 prima di vedere esposte le opere di Gina Lollobrigida, prima a Mosca, e poi a Venezia.
Gina Lollobrigida ha attraversato ogni arte e in ognuna di esse ha lasciato il segno. Ecco perché, quando si parla di lei non c’è spazio per il gossip o per le notizie da rotocalco: c’è solo lei, nella sua fisicità e nelle sue opere.





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