Immaginazione e indifferenza tra Kundera e Carmelo Bene
Per una fisica alchemica senza più “peso”
(Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere)
Tekel: tu sei stato pesato sulle bilance
e sei stato trovato mancante.(Daniele 5, 27)
(Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere)
Tekel: tu sei stato pesato sulle bilance
e sei stato trovato mancante.(Daniele 5, 27)
Porto Ercole, luogo di vento, pietra, mare e memoria. Qui, nel 2009, dove la vita di Caravaggio si è spenta in modo tragico e misterioso, qualcosa si è acceso nel cuore di Igor Borozan. Un’intuizione, un’illuminazione che non ha la forma dell’omaggio retorico ma quella dell’urgenza. Borozan non cerca Caravaggio nei libri o nei musei: lo cerca nell’aria, nei respiri lasciati sulla sabbia, nelle pieghe di una camicia che si fa opera d’arte. E in questo spazio sospeso tra sacro e profano, quando quella visione diventa chiara, comincia un viaggio che è insieme artistico, spirituale e profondamente umano.
Sfondo in serie tv e protagonista di numerosi film, tutti ci siamo chiesti come sia dal vivo la Sin City per eccellenza, universalmente conosciuta come Las Vegas. Ho avuto la pazza idea di visitarla e questa è la mia personalissima visione delle 38h vissute nella città, o meglio nella Strip.

La sua celebre serie dedicata alle piscine ha segnato l'arte contemporanea, ridefinendo il concetto di colore e di desiderio.
Uno spruzzo d’acqua si solleva da una piscina azzurra sotto il sole di Los Angeles. Un momento che non dura più di qualche secondo ma fermato per sempre da David Hockney. A Bigger Splash, 1967. Una tela in acrilico conservata al Tate Modern di Londra che raffigura una casa modernista di vetro e acciaio. Una sdraio gialla. Un trampolino. E quella fontana di acqua bianca, assurda e meravigliosa, che sfida la logica del tempo dipinto. Il nuotatore non c'è: è già sotto la superficie. O forse non è mai esistito. Ciò che resta è il gesto puro: l'impatto, la luce, il rumore che non si sente ma si immagina. Hockney ha capito prima di chiunque altro che la pittura poteva contenere il paradosso: raffigurare il movimento catturando l'istante successivo alla sua scomparsa.
Prima di scomodare Albert Camus e il necessario omaggio al corpo del suo romanzo, voglio fare una premessa: finalmente un film in cui c’è spazio per il silenzio e la riflessione, un film in cui non squillano telefoni e i personaggi non sono imbrigliati nel ritmo ossessivo della tecnologia. Se ne sentiva il bisogno, perché vedersi riflessi in un branco di tarantolati alle prese con la messaggistica non è più cinema, è solo una macabra parodia di noi stessi.
Se l’Irlanda è la protagonista silente di tutti i lavori di Tana French, sono i detective da lei ideati ad avere un appeal tale da risultare magnetici in qualsiasi situazione decida di inserirli. Nel caso specifico di The Trespasser (L’Intruso) ci troviamo al cospetto del delitto efferato di una giovane donna che di recente ha fatto scelte drastiche per se stessa e la sua vita. Scelte che, forse, ne hanno decretato il destino.
Laura Pergolizzi, in arte LP, è una cantante americana di origini italiane: madre napoletana, padre per metà siciliano e per metà irlandese. Di lei saltano subito agli occhi i tratti inconfondibili: i ricci ribelli, il sorriso accattivante e l’ineguagliabile voce roca dai torni teatrali. Pur avendo collaborato con artisti del calibro di Rihanna, Rita Ora e Christina Aguilera, dal 2001 a oggi ha pubblicato anche quattro lavori discografici.
Dopo aver completato gli studi alla Walt Withman School, nel 1998 fu notata da David Lowery dei Cracker che le chiese di comparire nel brano Cinderella. Seguirono due lavori solisti: Heart-shaped Scar e Suburban Sprawl & Alcoholrispettivamente del 2001 e del 2004. Tuttavia, nonostante un tour americano capillare e le ottime critiche, gli album hanno stentato a ottenere la stessa attenzione da parte del pubblico, ottenuta – invece – dieci anni dopo da Forever for Now e da Into the Wild.
Tuttavia, è di quest’anno l’uscita dell’EP rivelazione Death Valley composto da cinque inediti: Muddy Waters e Strange dai toni blues; l’arguta Other People dai toni soft e dal testo piccato, l’emozionante Death Valley ma soprattutto lo strepitoso primo singolo tratto da Lost on you, dal video accattivante uscito in contemporanea alla session live a Casa Bertallot, cornice suggestiva e unica nel suo genere, che l’ha vista dare il meglio di sé a voce nuda accompagnata dall’inseparabile ukulele per lei appositamente realizzato dalla Martin Guitar, caso unico per un’artista femminile. A seguito dell’uscita dell’EP, LP ha iniziato sia un tour personale di promozione insieme alla compagna di vita (e, spesso, di palco) Lauren Ruth Ward, nonché come supporter nel tour di Brian Ferry. Inoltre, a seguito della recente apparizione al Coca Cola Festival, Laura ha acquistato una buona fetta di pubblico italiano, che si è aggiunto ai suoi fan di oltremanica nonché a una vastissima fetta di ammiratori spagnoli.
Non resta altro che attenderla in tour anche in Europa, poiché è ovvio che nella dimensione dal vivo Laura dona il meglio al suo pubblico. Senza dimenticare che l’EP appena pubblicato è preambolo di un attesissimo nuovo album che non mancherà di riservare altre sorprese.

Da "Gli Sporcelli" a "Il Gruffalò" e un orso arrabbiato alla ricerca del suo cappello... Quentin Blake, Cressida Cowell, Axel Sheffler, Lauren Child e molti altri rivelano come danno vita ai libri per bambini.
Amore fondativo e silenzioso nell’esilio di Pablo Neruda.
La diplomazia portò Pablo Neruda lontano come un fiume che non sceglie la propria voce. L’Oriente gli insegnò il silenzio, ma fu la Spagna repubblicana a consegnargli il sangue delle parole. A Barcellona e poi a Madrid, sotto il cielo teso degli anni Trenta, indossò l’abito del console come si indossa un’ombra necessaria, mentre la poesia gli cresceva dentro, scura e inevitabile.
Le immagini di Silvano Rubino non si dispongono davanti allo sguardo come oggetti conclusi ma come stanze di un percorso, soglie che si aprono una nell’altra, ambienti che sembrano custodire tracce di un passaggio precedente. Il visitatore diventa inevitabilmente un viaggiatore. Cammina dentro una geografia che non è del tutto fisica e non è del tutto mentale, una trama di luoghi sospesi dove ogni scena riflette la precedente e anticipa la successiva come accade nei deserti quando la luce moltiplica gli orizzonti.