
Zahra Akbari Baseri
Shiraz, Iran
Ma cosa cerca un pittore? La verità? Il senso della vita? La libertà? Soltanto il successo? Oppure i misteri della natura o l'essenza stessa della sua esistenza psichica. La risposta non è sempre la stessa, ma certo è che ogni artista appare impegnato a indagare se stesso o il mondo che lo circonda, a volte avventurandosi su strade tortuose che invadono e tormentano tutta la sua vita.
Immagina la foto.
Dietro una cattedra in legno, un uomo reso più alto dal predellino è rivolto alla classe. Un braccio è lungo il corpo, e l’altro è alzato, a indicare le figure abbozzate che si attorcigliano e scivolano lungo la grande lavagna.
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| Kate Moss |
Ad accodarsi al nutrito parterre di top model che hanno sfilato sulla passerella della Maison fiorentina - leggi Vittoria Ceretti, Karlie Kloss, Mariacarla Boscono, Alex Consani, Emily Ratajkowski -, la celebre Kate Moss che ha chiuso il défilé avvolta in un sinuoso abito tempestato di lustrini. Il dettaglio saliente del suo look? Il g-string con logo, creato da Tom Ford nel 1997, che ha campeggiato forte e chiaro sul fondo schiena della top.
John Fitzgerald Kennedy Jr. e Carolyn Bessette, 1997.

Di quei ritratti, pubblicati e poi rimossi, è stato detto di tutto, alzando un polverone mediatico sulla scarsa aderenza stilistica ed estetica alla realtà dei personaggi, in particolare di Carolyn, tale da far crescere il timore che nella serie non sarebbero stati rispettati a menadito il suo stile e la sua estetica. Insomma, una violazione di elementi ritenuti sacri. «Carolyn Bessette è chiaramente una figura religiosa, lei stessa è religione» ha affermato il regista tempo fa a Varietyconsapevole di aver toccato un nervo scoperto con questo progetto, ma tranquillizzando il pubblico che quegli scatti erano solo prove di luci e colori, e che sullo schermo (sono usciti da poco i primi tre episodi su Disney+ e ogni venerdì vine rilasciata un'altra puntata) sarebbe stata data giustizia all'immagine di Carolyn.
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| John Fitzgerald Kennedy Jr. e Carolyn Bessette |
Il colore dei capelli, un biondo burro ottenuto dopo attente e lunghe lavorazioni, insieme a un make-up devoto all'essenzialità, riflesso di quel minimalismo anni Novanta come risposta agli eccessi degli Ottanta, sono infatti tratti distintivi, quasi granitici e inossidabili dell'estetica della moglie di Kennedy, tanto che replicarli, qui, non basta. Occorre essere minuziosamente fedeli. Sarà riuscito Murphy nell'ardua impresa?