martedì 14 aprile 2026

La sacralità primordiale delle Tavole / L’origine quale necessità e sacrificio

 

Peter Paul Rubens, Cadmo e Minerva, olio su tela, tra il 1636 e il 1638, Museo del Prado, Madrid, Spagna
Peter Paul Rubens, Cadmo e Minerva, olio su tela, tra il 1636 e il 1638, Museo del Prado, Madrid, Spagna

La sacralità primordiale delle Tavole

L’origine quale necessità e sacrificio

14 APRILE 2026, 

Le nozze di Cadmo e Armonia furono l'ultima occasione in cui gli dèi
dell'Olimpo si sedettero a tavola con gli uomini. Ciò che accadde prima
e dopo di allora forma l'albero immenso del mito greco. 

(Roberto Calasso, Le Nozze di Cadmo e Armonia)

La tavola è luogo di incontro e di manifestazione. Luogo dove gli dei si mescolavano con gli eroi e con donne belle come ninfe. Momenti di pace e di armonia ma pure dimensioni rituali di passaggio dove il Fato poteva fare scherzi imprevedibili. 

Alla tavola di Cadmo e Armonia oriente e occidente, divino e umano si incontrano. Armonia è figlia scitica di Ares e di Afrodite. Il suo nome è già un segno, una via, un simbolo. Eppure è proprio a quella tavola che Eris scaglia il pomo aureo della discordia ponendo un antefatto decisivo per lo scatenarsi della lunga guerra fra l’Ellade e Ilio, guerra che sterminerà le stirpi degli eroi ponendo fine per sempre alla loro nobile epoca. 

Ogni cosa è doppia nel Mito greco e infatti la tradizione ricorda un’altra fatale tavola: quella delle nozze fra Peleo e Teti, altro antefatto della fine dell’era degli eroi che aprirà al duro “tempo del ferro” che continua ancora oggi. Alla tavola festiva che porterà alla nascita dell’ultimo più grande eroe: Achille, il regno diurno di Zeus celebra il proprio rinsaldarsi. Sì perché Hermes strappa con l’inganno al titano-profeta Prometeo quando è incatenato in Scizia il segreto profetico che minaccia la supremazia del re degli dei: il figlio che nascerà dalla dea del mare Teti sarà più grande del padre. 

Ecco allora l’imposizione all’antica dea delle nozze con l’eroe Peleo, già stirpe di Zeus ma comunque uomo. Zeus celebra il suo trionfo e Teti è costretta a partorire solo un eroe e non un nuovo Zeus. Un banchetto e una tavola a loro volta antefatto fatale del massacro di Troia che porterà all’equilibrio i culti femminili con quelli maschili, i riti orientali di Apollo, Afrodite e Artemide con quelli elladici di Zeus, Hera ed Hefesto. 

Una tavola che rappresenta anche il canto del cigno della supremazia di Zeus che dopo la distruzione di Troia sarà sempre più insidiata proprio dal crescente culto solare di Apollo, nume di origine scitico-hittita, orientale. Inizia il declino di Zeus: il futuro è dei giovani, dei figli: Apollo, Hermes, Mithra, Phanes fino al trionfo di Cristo, il Figlio-Dio, Dio della Tavola come la “Tavola dei pani” recava sempre le sacre offerte incruente nella Tenda della Testimonianza e poi nel Santo dei Santi anticipando e accompagnando l’Arca dell’Alleanza. 

Perché dunque la “tavola” esprime quindi sensi di vaticinio, momenti in cui il Fato si impone al di sopra degli stessi dei? Perché la tavola indica l’altare; la sua essenza e la sua origine sono associati al nucleo primordiale del sacrificio. L’azione rituale del sacrificio induce l’azione dell’elevare, dell’offrire espressa dal verbo tithemi quanto quella discendente del distribuire. 

Il sacrificio stesso deriva da un accordo fra Zeus e il titano Prometeo quanto da un compromesso fra Apollo ed Hermes ladro delle mandrie degli dei e primo sacrificatore con il fuoco. Agli dei dunque le ossa, il grasso e i profumi dei sacrifici e agli uomini la carne che va ripartita fra chi partecipa al sacrificio stesso. Ogni azione sacrificale quindi produce un banchetto rituale e festivo. 

Era già così con i crudeli Titani che imbandivano carni umani sulle loro tavole dove erano invitati gli dei come fecero Sisifo e Tantalo con Zeus. Se c’è una tavola ci deve essere prima una vittima. Il concetto stesso di “Fato” esprime la ripartizione giusta delle vittime e delle offerte fra dei e uomini e fra adepti e profani. Achille è un grande eroe quindi è sapiente e taglia con giustizia le carni quando altri eroi lo vengono a trovare di notte, all’improvviso. Aveva appena libato al suo antenato: Zeus. Questo ci insegna il canto nono dell’Iliade. Non si è eroi se non si è maestri nei riti, origine archetipale della giustizia quale Nomos, quale Moira: la parte che deve spettare a ciascuno. 

“Nomos” deriva dalla radice sanscrita nemein che significa tre cose interconnesse all’origine: la sovranità, il canto e il pascolare, cioè il garantire il nutrimento in modo partecipato. Quando Agamennone diventa “titano” nella tracotanza non rispettando il limite nella ripartizione e disonorando Achille e ancora prima rifiutando l’oro per riscattare Criseide, figlia di Crise, sacerdote di Apollo, è come spezzasse la tavola della fiducia su cui si fonda la società. 

Così era entrato nell’ordine il cosmo: ripartendolo fra i tre fratelli Poseidone, Ade e Zeus. I tre dei avevano estratto a sorte una tessera dall’elmo di Ade, segno del nascondimento e dell’Invisibile. A Poseidone spettarono gli abissi, ad Ade i regni oltreterreni e a Zeus la luce diurna. E la terra? La terra è luogo di incontro e di scontro. Luogo di saccheggio e di razzìa. Tra i boschi e le fonti gli dei rapiscono fanciulle e ninfe mentre gli eroi fanno strage di mostri. 

Su Gea domina la Moira, sopra gli stessi dei. Due nomi per la stessa potenza. La dea più antica è sia Gea che Nemesi, la dea del Fato, dell’Equilibrio. Non ha volto. Non ha storie: è la dialettica occulta di ogni storia. Pochi i suoi segni: le redini, la frusta, la mela, le corna di cervo, la ruota. Nelle decorazioni del retro dell’Ara Pacis di Roma ecco l’unica originaria dea moltiplicata nei suoi tre aspetti fondamentali: l’Afrodite-Cigno marina, Cibele dei frutti e degli animali e Ops sposa di Saturno-Lazio, nume dei tesori e delle profondità della terra. 

Chi fa bene il sacrificio è un giusto e la sua opera rinsalda e conferma il patto originario che regge il cosmo. Chi offre male o ciò che è difettoso come Caino il fumo del suo sacrificio sale storto e lento: non è accettato dal Cielo e così attira sulla propria vita la maledizione. Chi non sacrifica il cosmo al divino finisce per tornare ai sacrifici umani dei titani o finisce egli stesso preda sacrificata. Lo stesso Caino uccide cioè sacrifica Abele e finisce bandito, escluso. C’è un sottile velo fra maledizione e consacrazione. 

La Tavola quindi permette e favorisce la giustizia del rito e la condivisione delle parti spettanti agli adepti banchettanti che partecipano in qualche misura della sacralità dell’offerta. Per questo ancora oggi il condividere una tavola, pur solo conviviale, presenta una residua, sottile e persistente sacralità e un’aura iniziatica. Violare la propria parola appare più grave se prima si è condivisa una tavola per un pasto in comune. Non è mai cessato questo segno nella storia della cultura: dalla tavola di Artù e di Merlino alla tavola del Bagatto dei Tarocchi. È sempre il medesimo archetipo. 

L’Ellade si fondava sulle alleanze, sulle fratrie, sulle adelphie. Sia Atene che Tebe, Micene e gli Spartiati con il loro rituale brodo nero: tutto si rinsaldava attorno ad una tavola. Ancora oggi la lingua greca chiama trapeza gli istituti bancari. E su cosa si fonda il potere monetario-bancario se non sulla fiducia? Chi furono le vittime dei banchetti di Cadmo e di Peleo? Le sorti umane, gli ultimi giganti-eroi, la supremazia stessa di Zeus. 

Agli uomini non bastò la luce del giorno…


Julien de Parme, Giove e Teti, olio su tela, 1776, Palazzo Pitti, Firenze, Italia
Francesco Zuccarelli, Cadmo e il drago, 1765, Tate, Londra, Inghilterra
Frans Francken il Giovane, La festa degli dei, prima metà del XVII secolo
Hendrick Goltzius, Cadmo che uccide il drago (tra il 1573 e il 1617), olio su tela, Galleria Nazionale di Danimarca, Copenaghen, Danimarca
Evelyn Morgan, Cadmo e Armonia, olio su tela, 1877
Abraham Bloemaert, Il banchetto degli dei alle nozze di Peleo e Teti, 1638
  1. Julien de Parme, Giove e Teti, olio su tela, 1776, Palazzo Pitti, Firenze, Italia
  2. Francesco Zuccarelli, Cadmo e il drago, 1765, Tate, Londra, Inghilterra
  3. Frans Francken il Giovane, La festa degli dei, prima metà del XVII secolo
  1. Hendrick Goltzius, Cadmo che uccide il drago (tra il 1573 e il 1617), olio su tela, Galleria Nazionale di Danimarca, Copenaghen, Danimarca
  2. Evelyn Morgan, Cadmo e Armonia, olio su tela, 1877
  3. Abraham Bloemaert, Il banchetto degli dei alle nozze di Peleo e Teti, 1638

MEER


domenica 12 aprile 2026

La Belle Époque tra storia e chimere / “Les italiens de Paris”

 

Federico Zandomeneghi, “Al Caffé Nouvelle Athènes”, dettaglio, 1885. Il pittore insieme a Susan Valandon, modella e pittrice essa stessa, nel luogo dove si incontravano gli impressionisti
Federico Zandomeneghi, “Al Caffé Nouvelle Athènes”, dettaglio, 1885. Il pittore insieme a Susan Valandon, modella e pittrice essa stessa, nel luogo dove si incontravano gli impressionisti


La Belle Époque tra storia e chimere

“Les italiens de Paris” e la loro arte nella Francia del XIX secolo

1 DICEMBRE 2025, 

Strade affollate dove circolano carrozze, omnibus e cavalli; grandi affiches che tappezzano i muri della città pubblicizzando prodotti e invitando i passanti a spettacoli teatrali e serate danzanti; un'atmosfera euforica di benessere e spensieratezza. E soprattutto le donne che, avvolte nei loro abiti di seta e taffetà, amano passeggiare sui boulevards accompagnate da eleganti gentiluomini. 

giovedì 9 aprile 2026

La storia sbagliata del murale di Whistler

 

Rex Whistler, "The Expedition in Pursuit of Rare Meats", dettaglio, 1926, ristorante del Tate Britain, Londra, UK
Rex Whistler, "The Expedition in Pursuit of Rare Meats", dettaglio, 1926, ristorante del Tate Britain, Londra, UK


La storia sbagliata del murale di Whistler

Tra arte, accuse di razzismo e cancel culture: il caso che ha diviso l'Inghilterra

1 GENNAIO 2026, 


Questa è una storia sbagliata. Cominciò un centinaio di anni fa, precisamente nel 1926, ed è finita con fiumi d'inchiostro. Anzi, non è ancora finita. Successe allora che a un giovane pittore, Rex Whistler, fosse chiesto di decorare la sala da tè del seminterrato della Tate Gallery (oggi Tate Britain), un ambiente senza finestre, basso e grigio. 

martedì 7 aprile 2026

Lisa Kudrow / “Volevano farmi recitare in commedie romantiche, ma non sono affatto adorabile!"

 

Lisa Kudrow

Lisa Kudrow: "Volevano farmi recitare in commedie romantiche, ma non sono affatto adorabile!"

L'icona di "Friends" riprende per l'ultima volta il ruolo della disperata ma adorabile Valerie Cherish in "The Comeback". Insieme al co-creatore della serie, Michael Patrick King, parla con Adam White di angoscia esistenziale, del rifiuto della celebrità cinematografica e della voce di corridoio su "Friends" che fece infuriare i suoi agenti.


Adam White
Sábato 4 Aprile 2026

Nell'estate del 1994, sei attori in difficoltà, tutti con alle spalle esperienze ai margini della commedia televisiva, furono portati a Las Vegas con un aereo privato. Il regista James Burrows, un veterano delle sitcom con l'istinto comico di un maestro del clown e la saggezza di un profeta, li fece accomodare in un ristorante e condivise con loro qualcosa che suscitò un curioso misto di paura ed euforia. Quel momento, insistette, sarebbe stata l'ultima occasione in cui avrebbero potuto socializzare in pubblico senza che nessuno li notasse . Perché una volta che il loro nuovo show fosse andato in onda? Quello inizialmente intitolato Insomnia Cafe , poi Six of One , e infine – e immortalmente – Friends ? Dimenticatelo.

sabato 4 aprile 2026

‘Esseri complessi, pericolosi e sessuali': le origini secolari della narrativa fiabesca contemporanea

 


Illustrazione in bianco e nero di Bottom con la testa d'asino e Titania che lo abbraccia, tratta da Sogno di una notte di mezza estate (Crediti immagine: Alamy)Alamy


'Esseri complessi, pericolosi e sessuali': le origini secolari della narrativa fiabesca contemporanea




Neil Armstrong
mercoledì 1 aprile 2026

Le fate del romanzo erotico a tema fatato – o "fae fiction" – non sono le fate luccicanti e benevole delle fiabe per bambini. Sono spiriti pericolosi e mutaforma, proprio come lo erano nel folklore secolare, secondo un nuovo libro sulla storia delle fate. Dalle antiche fate nordiche delle foreste e dalla leggenda di Mélusine del XV secolo al Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, il folklore fatato è intriso di inganni e seduzione.

Di recente sono stati annunciati due nuovi romanzi della serie romance "A Court of Thorns and Roses" e, immediatamente, il prezzo delle azioni della casa editrice è schizzato alle stelle, con un incredibile aumento del 20%. L'autrice della serie, Sarah J. Maas, è una figura di spicco nel mondo dell'editoria, con i suoi libri tradotti in 40 lingue e oltre 70 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Il suo successo si inserisce in un più ampio fenomeno di romance fantasy con protagoniste fate, scherzosamente definito anche "romanzi erotici con fate".

In genere, questo genere narra di un'eroina che affronta missioni impegnative in un elaborato mondo fantasy, solitamente il mondo delle fate , termine in antico francese che significa appunto fate. La protagonista si innamora di una figura complessa, imprevedibile e ultraterrena. È presente, di solito, un elemento erotico – i fan si riferiscono al livello di "piccantezza", che può variare da scene di baci relativamente caste a descrizioni esplicite di incontri sessuali.

Il legame tra fate e sessualità risale a tempi antichissimi: è presente nella tradizione delle fate, uomini o donne, che seducono gli umani – Frances Young

Eppure, l'elemento erotico del genere attuale non è una novità. Le fate della narrativa fatata non sono le creature benevole, scintillanti, che agitano bacchette magiche e esaudiscono desideri, delle fiabe per bambini e dell'immaginario vittoriano. Sono esseri complessi, pericolosi e sessuali, proprio come erano le fate del folklore in origine.  


"Il legame tra fate e sessualità risale a tempi antichissimi", afferma Francis Young, autore del nuovo libro " Fairies: A History" (Fate: una storia) . "È presente nella tradizione delle fate, uomini o donne, che seducono donne o uomini umani. Probabilmente l'esempio più famoso di una storia del genere è quella di Tam Lin." 


Alamy Illustrazione del 1491 tratta dalla Storia della Bella Mélusine, una leggenda in cui un uomo sposa uno spirito fatato (Credito: Alamy)Alamy
Illustrazione del 1491 tratta dalla Storia della Bella Mélusine, una leggenda in cui un uomo sposa uno spirito fatato 

In questa antica ballata scozzese del 1540, una donna di nome Janet coglie una rosa nella foresta di Carterhaugh e incontra un bel giovane di nome Tam Lin. Più tardi scopre di essere incinta e cerca di nuovo Tam Lin. Lui le dice di essere tenuto prigioniero dalla Regina delle Fate, ma Janet può riconquistarlo se seguirà le sue istruzioni.


La ballata presenta una forte connotazione sessuale. Janet indossa il verde, colore associato alla seduzione, si è probabilmente recata nella foresta con l'intento di sedurre Tam Lin e, in alcune versioni, deve trattenerlo con forza mentre le fate lo trasformano magicamente in varie forme, fino a farlo diventare un uomo nudo.

Qui viene ribaltata la tradizionale concezione dell'eroe maschile che salva la fanciulla in pericolo, e Sarah J. Maas ha citato la ballata come una delle sue fonti d'ispirazione. Uno dei personaggi principali dell'universo di "A Court of Thorns and Roses" (ACOTAR) si chiama Tamlin.


Young sottolinea che storie simili esistono ben oltre la Gran Bretagna e l'Irlanda. "C'è la  skogsrå nordica  [fata o spirito della foresta] che appare nei boschi come una donna bellissima e seducente, ma se la si guarda attentamente si nota che ha gli zoccoli di una mucca. Chiunque abbia rapporti sessuali con lei morirà entro un anno", afferma. "Le  skogsrå  sono simili alle  huldra scandinave ".


Spiriti ultraterreni 

Un altro gruppo di storie che coinvolgono una relazione sessuale tra una figura del "mondo ultraterreno" soprannaturale e un essere umano è collettivamente noto come la leggenda di Mélusine: un racconto di un potente spirito dell'acqua o fata. Kelly Fitzgerald, responsabile della Scuola di Studi Irlandesi, Celtici e Folklore presso l'University College di Dublino, ha dichiarato alla BBC: "La leggenda di Mélusine [1393] proviene dalla tradizione francese ma è molto radicata in Irlanda: un uomo umano sposa una selkie , o donna-foca".

Nel Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, scritto negli anni 1590, la regina delle fate Titania si innamora di un umano a cui viene trasformata la testa in quella di un asino (Credito: Alamy)Alamy
Nel Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, scritto negli anni 1590, la regina delle fate Titania si innamora di un umano a cui viene trasformata la testa in quella di un asino (Credito: Alamy)

Questo tipo di storia ha anche il suo rovescio: una protagonista femminile si innamora di una bestia che si rivela essere un uomo incantato. Fitzgerald, autore di "Irish Folk and Fairytales" , cita come esempio una fiaba del Donegal che narra di una principessa che sposa un uomo la cui matrigna lo ha trasformato in un toro; un altro incantesimo gli permette di ritrasformarsi in uomo di notte, quando si reca nel letto della principessa.  

Si ritrovano echi di questo tipo di fiaba popolare nel Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, scritto a metà degli anni 1590. Titania, la regina delle fate, sotto l'effetto di un incantesimo, si innamora di un tessitore di nome Bottom, a cui Puck, il luogotenente dispettoso e a volte crudele del Re delle Fate, ha trasformato la testa in quella di un asino (un puck è un tipo di fata, imparentato con l'irlandese " pucca ", e un puck può anche essere chiamato Robin Goodfellow). Titania ha quattro ancelle: Falena, Fiore di Pisello, Ragnatela e Senape – e molte produzioni teatrali enfatizzano il potenziale erotico delle fate. Una produzione della RSC del 1999 diretta da Michael Boyd era così carica di erotismo che una scolaresca se ne andò durante l'intervallo.


Angeli caduti e semidei


Il dibattito su cosa siano esattamente le fate – angeli caduti, semidei, spiriti umani – continua, e alcuni ne vedono gli antecedenti in figure come Lilith. Probabilmente di origine mesopotamica, Lilith è stata adottata in alcune tradizioni popolari ebraiche come la prima moglie di Adamo, cacciata dall'Eden dopo aver preteso di essere sua pari. Ha rapporti sessuali con gli uomini, spesso mentre dormono, per rimanere incinta. Lilith è spesso associata a Lamia, una figura della mitologia greca. Anche Lamia seduce gli uomini e, come Lilith, ruba i bambini, un comportamento comune tra le fate.

È difficile stabilire con precisione quando e perché le fate abbiano iniziato a trasformarsi dalle creature capricciose e spaventose del folklore nelle deliziose e benevole fatine dalle ali scintillanti che molti immaginano oggi. Secondo il libro "Magical Folk: British and Irish Fairies 500AD to the Present" di Simon Young e Ceri Houlbrook, le prime ali di fata "compaiono solo alla fine del XVIII secolo nei dipinti, e furono un'invenzione di una congrega di artisti britannici piuttosto che un elemento del folklore tradizionale. Ci vollero altri 70 anni prima che le ali di fata venissero menzionate nelle fiabe, e altri 50 per le prime testimonianze di persone che affermavano di aver visto fate con le ali".


Alamy Alcuni credevano che le fate fossero angeli caduti – nella foto, La caduta degli angeli ribelli (1562) di Pieter Bruegel (Credito: Alamy)Alamy
Alcuni credevano che le fate fossero angeli caduti – nell'immagine, La caduta degli angeli ribelli (1562) di Pieter Bruegel (Credito: Alamy)

Lo stesso libro sottolinea come la credenza nelle fate sia diminuita a partire dalla metà del XIX secolo con l'avvento dell'era industriale, forse a causa dell'urbanizzazione e del declino dei luoghi rurali prediletti da queste creature, o forse per via dell'aumento delle conoscenze scientifiche e dello scetticismo nei confronti delle superstizioni popolari. Probabilmente anche il miglioramento dei tassi di mortalità infantile ha contribuito al declino del culto delle fate.

Per certi versi, Trilli, la creatura di J.M. Barrie tratta da Peter Pan, rappresenta sia le tradizioni più antiche che quelle più moderne: fisicamente assomiglia al tipo di fata più grazioso, ma è caotica e crudele, oltre che sessualmente gelosa di Wendy. 


Perché il romanticismo fatato sta esplodendo proprio ora


Se il romanticismo fatato attinge a tradizioni millenarie, perché la sua popolarità sta esplodendoproprio ora? Il pubblico principale è costituito da giovani donne, anche se ultimamente sembra che anche gli uomini si stiano interessando al genere. Le vendite dei libri sono alle stelle e sono in lavorazione diversi adattamenti televisivi.

Sì, i libri contengono scene di sesso, ma includono anche trame avvincenti e si concentrano sull'autonomia e l'emancipazione femminile – Katie Fraser

"Credo che i lettori desiderino evadere dalla realtà ora più che mai", ha dichiarato Katie Fraser della libreria The Bookseller alla BBC. "Questi libri offrono conforto."

Fraser, appassionata di romanzi fantasy con protagoniste fate, non apprezza le espressioni "pornografia fatata" o "romanzi fantasy erotici". "Sono fortemente in disaccordo con l'etichetta 'pornografia fatata'", afferma. "Sminuisce il valore di opere scritte da donne e lette principalmente da un pubblico femminile. Certo, i libri contengono scene di sesso, ma presentano anche trame avvincenti e si concentrano sull'autonomia e l'emancipazione femminile."

Alamy I romanzi rosa a tema fiabesco, popolari al giorno d'oggi, riecheggiano in modo evidente le storie del folklore storico (Credito: Alamy)Alamy
I romanzi rosa a tema fiabesco, oggi molto popolari, riecheggiano in modo evidente le storie del folklore storico (Credito: Alamy)

"Storicamente, le donne sono sempre state più lettrici di romanzi rosa rispetto agli uomini", afferma Fitzgerald. "La casa editrice Mills & Boon [specializzata in romanzi rosa] è sinonimo di fantasia ed evasione. E un personaggio come Poldark, dei romanzi di Winston Graham, è tanto una figura fantastica quanto un amante proveniente da un mondo fatato."


Aggiunge: "Ovviamente c'è qualcosa in queste storie senza tempo che cattura davvero l'immaginazione umana. Sono state raccontate e ri-raccontate e il modo in cui si stanno manifestando in questo momento è forse una risposta a come è il mondo ora, e c'è bisogno di esse."

"Inoltre," dice ridendo, "mi risulta che i giovani adulti di oggi non facciano tanto sesso quanto i giovani adulti di 10 anni fa. Potrebbe essere questo il motivo?"


Il libro "Fairies: A History" di Francis Young è pubblicato da Polity Books.


BBC