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martedì 23 gennaio 2018

L'Egitto era mia madre / Parto sciamanico in blu

Octavia Monaco. Terzo occhio

L'Egitto era mia madre

Parto sciamanico in blu

23 OTTOBRE 2015, 
PAOLA GORETTI

Giace in legno di rosa il mio amore. Giace riposto nell’armadio e sta per essere indossato. Attorno a me un silenzio contemplativo. Templare, laudativo. Solenne più che mai, raro come un pensiero bianco, quando l’ora si arresta e l’arsura campeggia sui campi screpolati dalla canicola che sbava e che sbaraglia, dentro al precipitato degli eventi straordinari. E’ uno di quei silenzi che precedono il cataclisma, formicolante in ogni dove. Anche gli angeli tacciono e l’andamento del bosco brulicante si acquatta accovacciato prima di farmi compiere un balzo illimitato. Sono caverna magica, luogo consacrato, posto in maestà. Sono atmosfera ricercatissima. Il movimento è interiore, fa da dottrina e contrappasso spostando il piano del prodigio in ciò che mulinella dalle mie viscere.


Octavia Monaco
Mano Ierofante

Si stenta a crederlo, come se gli sparvieri comparissero a branchi sui presepi colmando di traumi il mondo. Il mistero si scrive nuovamente, senza riserve di volta in volta. Il copione non cambia, la placenta è tardiva. Come un buon rampicante pronto a raspare il rapinoso avvento non è un fuggiasco in me ma il fuoco che si incammina nel facimento. Luminarie di grembo nel golfo delle mani, divino aggrappamento al mare delle nuvole e la fatica dello stare a terra con le radici mentre sono libellula nel cuore, comandamento con la luce attorno, falce di luna. Sono un fauno destro e sinistro, non accigliato. Un fauno volante al centro esatto della casa del fauno. Una Ninfa immobile.
Sì lo so, assomiglio alla Sant'Anna Metterza di Masolino e di Masaccio, imponente più di una trinità. E mi inserisco nel solco delle grandi cattedrali, insieme alla gloria vulnerabile. Ma la mia stirpe è più antica, il mio sangue è più antico, le mie ossa, la mia discendenza, molto di più. Sono totemica, siderale, bizantina di catechesi, ierofanica e ierofantica, annuncio il fluire celebrandone il moto anche se in me tutto sembra sospeso congelato raggrumato dentro a una soglia irraggiungibile. Sono il contenuto abbreviato, la forma magnificante. Sono la medicina magica di ogni guarigione e tutto in me è filo e tutto è filiera tessitura progressiva spudoratezza preghiera di altrove e di qui canto del presente. Sono l’oracolessa che è qui a zittire il mondo e a lanciarlo in avanti ad occhi chiusi, un polipo gonfio dentro l’acqua con maschera bianca di annullamento, un clown abdicante pronto a far posto al disvelamento. L’onda si percepisce nel mio abbellirmi di volo.


Octavia Monaco
Mano

E’ tutto un labirinto bulbonato a cunicoli, tutta una nervatura in festa di strade e snodi che si incrociano e partenze e ritorni e tondi e tutto è scritto tutto è un oltrepassare di cerchi tutto un monopolio di stazioni celesti indicative allusive contenitive tutto un piano di musica biologica stellare molecolare di un tornante in visitazione che impasta i segni della terra dentro a quelli di cielo e fa da culla prenatale. Nel corpo dell’orsa è l’aggirarsi del tempo, nel corpo dell’orsa è l’Orsa Maggiore e il firmamento che veglia sull’addensare. E veglia l’orsa sui rami ramificati veglia su tutte le stelle stellate all’improvviso veglia su tutti i colori del colore e tutto è nuovo di fresca convocazione e tutto è in covazione dentro al suo compiersi totemico di milioni di anni e di tutte coloro che mi hanno preceduta e dei milioni di anni del creato dissolto e ricreato che per far nascere una vita è tutto il lavoro del mondo fin da Altamira della musa bella, fin dalla Valcamonica, dai petroglifi, dalle pance tondute di ogni dea, dai seni abbondanti di latte.
Dicono che ogni nascita sia programmata da sette generazioni, sette generazioni di presidi di anime, chissà quante mila unità di entità. Ordini esausti e superiori che reggono il nostro mondo sbrindellato tra stringhe di miracoli che in coro cantano la loro estensione, affinché tutto si compia nell’obbedienza, come una favola di talento virtuoso, fruttuosa nel dono congiunto. Tutto è scritto, tutto è già, tutto è; c’è solo da compiere il resto estrapolante. Nel Tutto, per destinale profezia. Per questo ti invoco ancora e dico:
“Vieni mia Bastet, mia Signora dal muso di gatto, Nostra Signora delle Bende che conforti la luna del sentire. E vieni Tu, mio sposo felino che hai cuore palpitante e mano ferma, mio lume d’aramaico troneggiante alle spalle con l’amorevolezza che non ha smancerie, mia carezza che sa placare tutti i cuori, mio veggente parsimonioso, mio signore dello spirito dove prendono campo le stagioni, mia vivezza, mio sovrano, mio scorrimento di profezia che muove tutte le acque, generoso sciamano guaritore, mio scarabeo stante. Tu che tutto sovverti e che ti manifesti nel ribaltare, tu dalle forti braccia e sguardo silenzioso, mia onda aperta, mio temporeggiare senza raggiro, mio tempo dell’avvento che avviene e sta avvenendo, mia curva benedicente, nel mio ventre si sta tatuando un volto, tra spazi e spazi caracollanti, mio passo di oceano azzurro, mio composto sorriso, anima mia”.


Octavia Monaco. Volto donna

Campeggia nella piramide il mio amore per te che sei l’amore e mi sei figlio e mi sei sposo e amante, mia malachite verdeggiante con blu oltretomba scoperchiata che più tomba non è ma prato verdeggiante nel suo sorpasso. Perché il nostro trittico non esploda in poltiglia raggelata, perché la tristezza danzi all’incontrario senza padrone e ridiventi gioia senza il combattere, perché ammirevole sia sempre il mio occhio, amorevole la schiena e la tua maestà di portamento, io sono qui. Mentre compongo il mio essere polmonare nella carne fiacca so che tutto passa e anche tu – figlio di tutto e figlio tutto - scorri nel mondo con il suo svanimento. Ma non posso rinunciare alla piscina di ciò che è in me ora che ho ruote di splendore. Bagliore rampante, bruciatoio rabdomante, baci a grappoli senza martirio, c’è solo il bene nelle tue mani galoppanti come il pomeriggio di un funambolo senza rivolta c’è solo il bene che si scioglie di bene quando il sole chiede di essere ingoiato. Tutto è compiuto tutti i fili tirati e spesi e abbracciati e punteggiati tutte le punteggiature ricomposte in tutti i luoghi dell’acrobatico e del simbolico e tutti i luoghi dell’acrobatico e del simbolico hanno persino smesso di comandare.


Octavia Monaco. Parto sciamanico, dettaglio

Nuova la vita naturante semplificante fermentante sfornante mutante nuovo il fardello e il fante e l’araldo nuovo il colore arante della terra d’argento nuova l’ostinazione e anche l’esaltazione nuova la porta che si fa attendere nuovo il campanello che lacera il ventre antispettrale e non sono fantasmi, no, ma ninne nanne indiane che dicono che siamo tutti chiamati con fulgore, sante le tue mani in un impasto di niente santa l’alacrità attorcigliata santo il giratoio che gira il mondo santo il mistero estatico del tutto ricominciare santo il tradimento dell’eternità che non ci vuole e ci scalcia e quando è tempo ci espelle dal suo orizzonte sante le forcelle dei rami a cui mi aggrappo per non impazzire di dolore come a zampe di fenicotteri nel divenire delle moltitudini di lauro senza manchevolezze santo il perpetuo fiorire sfiorire rifiorire ribollire amplificare.
Nessuna luce si spenga mai.
WSI

Paola Goretti
Cinquecentista di formazione - Laurea in ‘Storia dell’Arte Moderna’ (Bologna, 1994), Master sul ‘Rinascimento italiano’ (Ferrara, 1995), Diploma di Specializzazione in ‘Storia dell’Arte’ (Bologna, 1998), Borsa Alma Mater - Furla per progetto sulla storia della borsa (1997-98)- si è dedicata per vent’anni allo studio dei sistemi del vestiario di alta epoca, curando mostre, convegni, servizi alla didattica, cicli di conferenze, progetti di integrazione, poi confluiti ne ‘Il sentimento della cura: appunti per un dialogo affettivo’ (Ibis 2004). Professore a contratto di ‘Storia del costume presso Accademia di Belle Arti’ di Bologna (2012-2013) e ‘LUNA. Libera Università delle Arti’ (2004-2009), docente di ‘Scenari’ presso l’’Università dell’Immagine’ fondata da Fabrizio Ferri (Milano 1998-2005) per promuovere l’educazione sensoriale, di ‘Estetica della moda’ (Università di Rimini 2002-2003), di ‘Iconografia teatrale’ (Università di Bologna 1999-2001), visiting professor e ricercatrice per numerose fondazioni, tra cui la ‘Fondazione Ermitage Italia’ di Ferrara (2009-2010) per importanti ricognizioni sul patrimonio italiano a San Pietroburgo, specie su ‘La Galleria delle Belle di Peterhof di Pietro Antonio Rotari’, complesso di 368 dipinti dedicato ai moti sentimentali femminili, ubicato nella Reggia estiva degli zar. È autrice di innumerevoli saggi sul costume di tutte le epoche e di alcuni volumi. Tra questi, ‘Monumenta. I Costumi di scena della Fondazione Cerratelli’, fotografie di Aurelio Amendola (Pacini 2009), premiato dal Club Unesco di Firenze.
Nel 2016, contestualmente all’esperienza di storica dell’arte e del costume, ha inaugurato una nuova carriera di ‘Luminografa’, conseguendo un PhD (Università di Teramo) in ‘Scienze della Comunicazione’ dedicato alle ‘Arti della Luce e dello Splendore’: tra dialogo interculturale, tutela del patrimonio, spiritualità, maturando un intenso sodalizio con Mario Nanni. In occasione dell’illuminazione del ‘Mosè’ di Michelangelo ha moderato l’incontro ‘Michelangelo Buonarroti, illuminare la luce’, con Mario Nanni, Antonio Forcellino, Enrico Ferrari Ardicini, Bologna, 28 gennaio 2017. Ha scritto per ‘Mario Nanni. Luce all’opera’ (Villa Panza di Biumo, 14 marzo – 2 giugno 2013; Skira, 2013) e per ‘Contatto nel godimento delle delizie’ (Sassuolo, Palazzo Ducale, settembre 2017 – gennaio 2018). È co-autrice e moderatrice degli incontri ‘Ascolta, sifaluce’, in corso a ‘Virgola, Museo della Luce’ a partire da novembre 2017.
Responsabile scientifico del nuovo assetto del Museo Venanzo Crocetti di Roma (2013 - 2015), è curatrice di numerose mostre. Tra queste, ‘Venanzo Crocetti e il sentimento dell’antico. L’eleganza nel Novecento’ (Roma, Palazzo Venezia, 2 settembre – 20 ottobre 2013, Allemandi 2013); sezione dannunziana de ‘L’arte della bellezza. I gioielli di Gianmaria Buccellati’ (Torino, Reggia di Venaria, 21 marzo – 24 gennaio 2016, Skira 2015); ‘Octavia Monaco. Inda Angelica Fiamma. Figure della contemplazione’ (Bologna, Nelumbo Asian Fine Arts, 9 maggio – 13 giugno 2015, Nelumbo Edizioni 2015); ‘Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown’ (Roma, Fondazione Roma, 17 settembre – 1 novembre 2015, Skira 2015); ‘Giuseppe Mestrangelo. Siamo in rete’ (Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio - Cappella di Santa Maria dei Bulgari, 28 gennaio – 7 febbraio 2016, ArtCity - Arte Fiera 2016); ‘La Passione di Cleopatra. Visioni e Maschere di Arnaldo Pomodoro’ (Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, 24 giugno – 18 settembre 2016).
Per conferenze, convegni, attività di ricerca ha collaborato con: Dragoco Fragrance New York, Università di Alicante, Università di San Paolo del Brasile, Agenzia Aldo Coppola, Furla, Bondardo Comunicazione, Villaggio Globale International, FMR, Aboca, Vogue Italia, Domus Academy, IBC Emilia-Romagna, Università di Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, Musei Civici d’Arte Antica di Bologna, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici Etnoantropologici di Bologna Ferrara Forlì Cesena Ravenna Rimini, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo Civico Archeologico di Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio, Teatro di Villa Aldrovandi Mazzacorati, Scuola Superiore di Studi Umanistici, Genus Bononiae, Smell Festival, Biografilm Festival, Musei Civici di Imola, Palazzo Tozzoni, Università di Ferrara, Musei Civici d’Arte Antica di Ferrara, Palazzo Schifanoia, Palazzo dei Diamanti, Casa della Beata Osanna Andreasi di Mantova, Palazzo Te, Musei di San Domenico di Forlì, MAR, Museo Nazionale Neoclassico di Palazzo Milzetti, Villa Panza di Biumo, Viabizzuno, Panstudio Associati, Lightstudio, Fondazione Cerratelli, Fondazione Ratti, Fondazione Gianmaria Buccellati, Fondazione Kokocinski, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Aurum, Fondazione Ugo da Como, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Casina delle Civette - Musei di Villa Torlonia, Fondazione Roma, Veneranda Fabbrica di San Pietro, Musei Vaticani.
A partire dal 2013, intenso – tanto sul fronte scientifico che artistico - il sodalizio con la Fondazione ‘Il Vittoriale degli Italiani’. È curatrice della mostra ‘D’Annunzio e l’Arte del Profumo. Odorarius Mirabilis’ (da marzo 2018, in occasione dell’80° anno della scomparsa del Vate) con la scenografia del Maestro Pier Luigi Pizzi. Contestualmente all’esposizione, per il marchio Vidal ha ideato la linea ‘Odorarius Mirabilis: i profumi di d’Annunzio’ comprensiva di quattro fragranze: ‘Aqua Nuntia’, visione dell’antico; ‘Ermione’, gioia spirituale; ‘Divina Musa’, irradiazione del mistero; ‘Il Piacere’, inno alla voluttà, presentata il 1 giugno 2017.
Vincitrice della ‘Biennale Giovani’ (‘Le donne del garbo’, Marsiglia 1990) e del ‘Premio Montale’ giovani (‘Gli arcobaleni sul tappeto’, Scheiwiller 1994), da sempre abbina all’attività scientifica quella artistica, come voce narrante e ispirata paroliera. Ha scritto odi, ballate e oratori per Aldo Coppola (Calendario L’Oréal, 2003), Valeria Scuteri (‘Ballata sopra le mani delle donne’, 2010; ‘Saprà per amore ricomporsi’, 2012); Antica Profumeria Al Sacro Cuore (‘Fior di Pelle’, 2011); Antonio Violetta (‘La Giganta’, 2013); Antonia Ciampi (‘Archivio della Rosa’, 2013); Octavia Monaco (‘L’oracolare del tempo: l’infocolare indomito del firmamento’ 2014; ‘Inda Angelica Fiamma’, 2014; ‘L’Egitto era mia madre. Parto sciamanico in blu’, 2015); Patrizia Garavini (‘Armilustrium: l’Albero Guerriero’, 2014 Aurum di Pescara; maggio 2016, Il Vittoriale degli Italiani); Giuseppe Mestrangelo (‘Luminarie delle Vele’, 2016; per Art City 2016).
Tra le decine di ‘lectures’, ha recitato per Sua Eminenza Venerabile Lama Tibetano Ghesche Ghiampa Ghiatzo (Bologna 1998), ne ‘La Passione’ di Mario Luzi (Ravenna 2000, chiesa di san Francesco, celebrazioni per il Giubileo 2000, alla presenza del Poeta), per ‘Dumìa’ (La Casa del Silenzio, installazione temporanea, Torino 2002) cupola ricalcante il modello di ‘Nevè Shalom/Wahat al-Salaam’, tempio interreligioso costruito alla porte di Gerusalemme, più volte candidato al Nobel per la Pace. Alle celebrazioni indette per “d’Annunzio 150” ha fatto rivivere le pagine dal Vate dedicate a Nicolò dell’Arca (‘D’Annunzio e il vortice del Compianto’, Bologna, chiesa di Santa Maria della Vita, 8 novembre 2013). Ha partecipato alla mostra ‘La Passione di Cleopatra. Visioni e Maschere di Arnaldo Pomodoro’ (Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, 24 giugno – 18 settembre 2016), nella doppia veste di storica dell'arte e voce narrante; in un preludio scenico dedicato ai versi pronunciati -spirando- dalla celebre regina egiziana.

lunedì 22 gennaio 2018

Inda Angelica Fiamma / La corte del respiro


Ierofania 8, Octavia Monaco

Inda Angelica Fiamma

La corte del respiro

23 AGOSTO 2014, 
PAOLA GORETTI

Con un balzo spicchiamo il volo, solo volo volante, tessuto per volo acceso in campo roboante. Incominciamo i corpi, incorniciamo i corpi in sinuosi passi, in sinuoso movimento di levigata felpataggine, come l’ospite sacro che si aggira per casa senza fare rumore. Non simulacri, Eidola, non fantocci o figure dell’inganno ma essenze gentili in progressione, essenza dell’essenza, primavere di parto, principio dell’arte mobile e danza sempre unita, per tener viva la vita. Mutanti scorrevoli porte, porte senza porte, incantatrici in vesti d’argento, seduttrici con chiome profumate. E’ tutto vero, non c’è finzione, non c’è trappola, non c’è sogno sognato. Non c’è ascensione, sprofondamento.
Tempio di luce, tracciato filiforme, osso e tintinnamento, cembali senza antiquaria, felici acrostici del divenire bianco in pura forma formata rigenerante, portico della vittoria nel limite mai finito del divenire. La forma afflosciata del nostro essere a riposo si attiva con un balzo e allora viene l’aurorale tutto, il già iniziato e il non ancora fatto, l’informe sconosciuto, tutto il mutevole. Noi siamo senza inganno, piantiamo radici con le fave e abbeveriamo i morti, anche in fracassamento di pentolazze dove passano gli appestati, anche in cose crudeli -così improvvisate, che si accennano solo per poi svanire- per allattare i vivi mulinando. Noi siamo il fremito, il riassorbimento. Siamo l’ardore.

Ierofania 2, Octavia Monaco

In lunetta di olfatto, con ornamento di onnivore studiose, ogni nostro gesto è indirizzato con precisione. Il primo miracolo è l’avviamento e il secondo miracolo è il discernere senza impiastricciamento e il terzo miracolo e il fiorire e il quarto è il consolidare il principiamento è il quinto è il nostro essere solare tutto e il sesto è il nostro essere secolare sculturato e il settimo è l’ardimento e l’ottavo il perfezionamento e poi viene il nono dell’avveramento e il decimo, il decimo sei tu. Che a furia di aggiustare da dentro ci siamo miracolate, dentro a uno scossamento in nodo, ci siamo guarite il cuore per offrirlo.
Nostro è il destino in apertura, si apre ad ogni passo principiante. Noi siamo le serve senza patire, le rispettose serve di ogni scambio e ci allarghiamo gli occhi per fiotto senza angoscia e dialogo fattivo e transitiamo nell’esperienza liberante. Noi non vogliamo la metà di niente ma il doppio di tutto, il nostro regno è il tuo, con illuminazione innamorata, oracolata, in maestà sposata al mondo e al suo sembiante. All’occhio chiuso, il compito della favola, all’occhio aperto la sua celebrazione, nel presente del vivo in suon di lei. Figlie del sole e della terra, per andamento libero disciolto sempre, gettiamo al vento le museruole, la nostra forza ci esplode nelle radici. Non siamo l’archetipo, il doppio e il triplo. Non siamo l’ebbrezza. Ma la nostra unità immacolata e ti baciamo, con le ferite tutte aperte, e siamo qui, fiorite come gli argini, benedette sopra lo stipite dei portali.

Ierofania 5, Octavia Monaco

La nostra è un‘India superiore. Inda Angelica Fiamma, la corte del respiro, l’ostrica senza guscio e il guscio vuoto, lo sguardo intimo; qui è parola viva di alberatura e tatto e tutto vive già in salvo; nessun san Giorgio ha da venire per liberare da nessun drago, nessun lanciafiamme guaritore di medicina spiccia sporadica sia, che abbiamo già trasvolato dai territori della malagrazia e siamo qui, accanto a san Giorgio resuscitato. Gloria e onoranza, vivezza in estensione. Il nostro non è un regno perduto, una terra promessa, un’estensione iperurania di arroccamento arricciolato. Noi siamo dove le cose sono possibili realmente. Delle cose possibili, la maturità.
Quando siamo abbagliate tutte piene di beneficio, quando siamo abbigliate per raccontare una nuova storia, nell’alta fantasia della tigre sovrana noi diventiamo cosa bella, divina scintilla sopra lo amore che viene ancora e ancora ci commuove coi suoi colori di color amaranto, e allora ci impastiamo con coraggio, con quel po’ di soggezione che fa belle le donne e poi ci confidiamo, noi confidiamo in Te. Misteriosa a tratti e delicata la forma della lungimiranza dove le tessiture diventano collane: un verso di anguilla, una carezza di fragola, un lavacro di seta, un orso silenzioso. Noi partoriamo tutto, come mano di pesce che non disturba.

Ierofania 3, Octavia Monaco

Melarance e finocchi, gioie e corredi, dammi un poco del tuo pensiero, dammi l’arcinota arcibella tua presenza, senza amarezza. Dammi allegrezza, fa’ che non manchi l’essenziale. Fa che ci sia una sonata ad aspettare, una consolazione da predire, il favoloso manuale da leggere in ogni passo, e favolosi sigilli da aprire e la bestiola che sa di dolcemente e placidamente, mentre impastiamo una pallina di carta coi fiori del giardino, una cosa che basta, una folata d’acqua col suo mantello, una fortuna predestinata e un vivere un po’ più arcano. E fino a quando tutto ci mancherà, noi continuiamo ad impastare.
Fiamma comandamento lavami il cuore. L’amore che resiste dentro alle fodere mentre ci becchettiamo, mentre sbocconcelliamo, mentre sgraniamo le pietre dei rosari, mente siamo splendore. Non siamo noi a correre coi lupi, siamo già lupi e lupesse, bambine e alberesse dalle chiome celesti, e annodiamo i fili dei nidi di rondine, la memoria degli anni e il calore dei giorni, nel nostro ventre divaricato ospitiamo i bambini, nel nostro ventre oracolato gli uomini, nel nostro tutto la luce di ogni cosa. Con fondamenta irregolari a volte ci arrampichiamo, a volte ci nascondiamo, a volte sentiamo tanto e confusamente, a volte invece siamo pura saggezza. Carne di incarnazione, puro presente.
Ierofania 6, Octavia Monaco

Noi che vorremmo della bellezza essere tutto, essere gli altri, essere un sentimento inconsumabile, centratura in brillore meravigliato, senza confini, con l’ombra senz’ombra. Eterno femminino regale, regno d’alta libertà dove il cor non si spaura perché non è un possesso ma un avvenimento sempre vivo in esalazione, un segno tangibile di movimento. Venerati uomini, venerati opliti, venerati guerrieri, guardate, sentite, trasformate in avvitamento; inchinatevi docili all’andamento senza distanza, placate la vostra immensità, fatela diventare misura che sia a misura, depositate il portavento delle vostre apprensioni. La preghiera di fede ha in sé la grazia della felicità e non si invoca invano, non si scrive per mano dell’assente, ma si distende ovviando lo sguardo tribolato.
Se ci sfiorate, ci fioriscono gli occhi. E se ci amate, ci abbandoniamo rilasciando legittima rosa, legittimo tempo, polvere senza paura, rovina di cosa lucentevole. Belle di Venere arrivederci fino a qui.

WSI


Paola Goretti
Cinquecentista di formazione - Laurea in ‘Storia dell’Arte Moderna’ (Bologna, 1994), Master sul ‘Rinascimento italiano’ (Ferrara, 1995), Diploma di Specializzazione in ‘Storia dell’Arte’ (Bologna, 1998), Borsa Alma Mater - Furla per progetto sulla storia della borsa (1997-98)- si è dedicata per vent’anni allo studio dei sistemi del vestiario di alta epoca, curando mostre, convegni, servizi alla didattica, cicli di conferenze, progetti di integrazione, poi confluiti ne ‘Il sentimento della cura: appunti per un dialogo affettivo’ (Ibis 2004). Professore a contratto di ‘Storia del costume presso Accademia di Belle Arti’ di Bologna (2012-2013) e ‘LUNA. Libera Università delle Arti’ (2004-2009), docente di ‘Scenari’ presso l’’Università dell’Immagine’ fondata da Fabrizio Ferri (Milano 1998-2005) per promuovere l’educazione sensoriale, di ‘Estetica della moda’ (Università di Rimini 2002-2003), di ‘Iconografia teatrale’ (Università di Bologna 1999-2001), visiting professor e ricercatrice per numerose fondazioni, tra cui la ‘Fondazione Ermitage Italia’ di Ferrara (2009-2010) per importanti ricognizioni sul patrimonio italiano a San Pietroburgo, specie su ‘La Galleria delle Belle di Peterhof di Pietro Antonio Rotari’, complesso di 368 dipinti dedicato ai moti sentimentali femminili, ubicato nella Reggia estiva degli zar. È autrice di innumerevoli saggi sul costume di tutte le epoche e di alcuni volumi. Tra questi, ‘Monumenta. I Costumi di scena della Fondazione Cerratelli’, fotografie di Aurelio Amendola (Pacini 2009), premiato dal Club Unesco di Firenze.
Nel 2016, contestualmente all’esperienza di storica dell’arte e del costume, ha inaugurato una nuova carriera di ‘Luminografa’, conseguendo un PhD (Università di Teramo) in ‘Scienze della Comunicazione’ dedicato alle ‘Arti della Luce e dello Splendore’: tra dialogo interculturale, tutela del patrimonio, spiritualità, maturando un intenso sodalizio con Mario Nanni. In occasione dell’illuminazione del ‘Mosè’ di Michelangelo ha moderato l’incontro ‘Michelangelo Buonarroti, illuminare la luce’, con Mario Nanni, Antonio Forcellino, Enrico Ferrari Ardicini, Bologna, 28 gennaio 2017. Ha scritto per ‘Mario Nanni. Luce all’opera’ (Villa Panza di Biumo, 14 marzo – 2 giugno 2013; Skira, 2013) e per ‘Contatto nel godimento delle delizie’ (Sassuolo, Palazzo Ducale, settembre 2017 – gennaio 2018). È co-autrice e moderatrice degli incontri ‘Ascolta, sifaluce’, in corso a ‘Virgola, Museo della Luce’ a partire da novembre 2017.
Responsabile scientifico del nuovo assetto del Museo Venanzo Crocetti di Roma (2013 - 2015), è curatrice di numerose mostre. Tra queste, ‘Venanzo Crocetti e il sentimento dell’antico. L’eleganza nel Novecento’ (Roma, Palazzo Venezia, 2 settembre – 20 ottobre 2013, Allemandi 2013); sezione dannunziana de ‘L’arte della bellezza. I gioielli di Gianmaria Buccellati’ (Torino, Reggia di Venaria, 21 marzo – 24 gennaio 2016, Skira 2015); ‘Octavia Monaco. Inda Angelica Fiamma. Figure della contemplazione’ (Bologna, Nelumbo Asian Fine Arts, 9 maggio – 13 giugno 2015, Nelumbo Edizioni 2015); ‘Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown’ (Roma, Fondazione Roma, 17 settembre – 1 novembre 2015, Skira 2015); ‘Giuseppe Mestrangelo. Siamo in rete’ (Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio - Cappella di Santa Maria dei Bulgari, 28 gennaio – 7 febbraio 2016, ArtCity - Arte Fiera 2016); ‘La Passione di Cleopatra. Visioni e Maschere di Arnaldo Pomodoro’ (Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, 24 giugno – 18 settembre 2016).
Per conferenze, convegni, attività di ricerca ha collaborato con: Dragoco Fragrance New York, Università di Alicante, Università di San Paolo del Brasile, Agenzia Aldo Coppola, Furla, Bondardo Comunicazione, Villaggio Globale International, FMR, Aboca, Vogue Italia, Domus Academy, IBC Emilia-Romagna, Università di Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, Musei Civici d’Arte Antica di Bologna, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici Etnoantropologici di Bologna Ferrara Forlì Cesena Ravenna Rimini, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo Civico Archeologico di Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio, Teatro di Villa Aldrovandi Mazzacorati, Scuola Superiore di Studi Umanistici, Genus Bononiae, Smell Festival, Biografilm Festival, Musei Civici di Imola, Palazzo Tozzoni, Università di Ferrara, Musei Civici d’Arte Antica di Ferrara, Palazzo Schifanoia, Palazzo dei Diamanti, Casa della Beata Osanna Andreasi di Mantova, Palazzo Te, Musei di San Domenico di Forlì, MAR, Museo Nazionale Neoclassico di Palazzo Milzetti, Villa Panza di Biumo, Viabizzuno, Panstudio Associati, Lightstudio, Fondazione Cerratelli, Fondazione Ratti, Fondazione Gianmaria Buccellati, Fondazione Kokocinski, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Aurum, Fondazione Ugo da Como, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Casina delle Civette - Musei di Villa Torlonia, Fondazione Roma, Veneranda Fabbrica di San Pietro, Musei Vaticani.
A partire dal 2013, intenso – tanto sul fronte scientifico che artistico - il sodalizio con la Fondazione ‘Il Vittoriale degli Italiani’. È curatrice della mostra ‘D’Annunzio e l’Arte del Profumo. Odorarius Mirabilis’ (da marzo 2018, in occasione dell’80° anno della scomparsa del Vate) con la scenografia del Maestro Pier Luigi Pizzi. Contestualmente all’esposizione, per il marchio Vidal ha ideato la linea ‘Odorarius Mirabilis: i profumi di d’Annunzio’ comprensiva di quattro fragranze: ‘Aqua Nuntia’, visione dell’antico; ‘Ermione’, gioia spirituale; ‘Divina Musa’, irradiazione del mistero; ‘Il Piacere’, inno alla voluttà, presentata il 1 giugno 2017.
Vincitrice della ‘Biennale Giovani’ (‘Le donne del garbo’, Marsiglia 1990) e del ‘Premio Montale’ giovani (‘Gli arcobaleni sul tappeto’, Scheiwiller 1994), da sempre abbina all’attività scientifica quella artistica, come voce narrante e ispirata paroliera. Ha scritto odi, ballate e oratori per Aldo Coppola (Calendario L’Oréal, 2003), Valeria Scuteri (‘Ballata sopra le mani delle donne’, 2010; ‘Saprà per amore ricomporsi’, 2012); Antica Profumeria Al Sacro Cuore (‘Fior di Pelle’, 2011); Antonio Violetta (‘La Giganta’, 2013); Antonia Ciampi (‘Archivio della Rosa’, 2013); Octavia Monaco (‘L’oracolare del tempo: l’infocolare indomito del firmamento’ 2014; ‘Inda Angelica Fiamma’, 2014; ‘L’Egitto era mia madre. Parto sciamanico in blu’, 2015); Patrizia Garavini (‘Armilustrium: l’Albero Guerriero’, 2014 Aurum di Pescara; maggio 2016, Il Vittoriale degli Italiani); Giuseppe Mestrangelo (‘Luminarie delle Vele’, 2016; per Art City 2016).
Tra le decine di ‘lectures’, ha recitato per Sua Eminenza Venerabile Lama Tibetano Ghesche Ghiampa Ghiatzo (Bologna 1998), ne ‘La Passione’ di Mario Luzi (Ravenna 2000, chiesa di san Francesco, celebrazioni per il Giubileo 2000, alla presenza del Poeta), per ‘Dumìa’ (La Casa del Silenzio, installazione temporanea, Torino 2002) cupola ricalcante il modello di ‘Nevè Shalom/Wahat al-Salaam’, tempio interreligioso costruito alla porte di Gerusalemme, più volte candidato al Nobel per la Pace. Alle celebrazioni indette per “d’Annunzio 150” ha fatto rivivere le pagine dal Vate dedicate a Nicolò dell’Arca (‘D’Annunzio e il vortice del Compianto’, Bologna, chiesa di Santa Maria della Vita, 8 novembre 2013). Ha partecipato alla mostra ‘La Passione di Cleopatra. Visioni e Maschere di Arnaldo Pomodoro’ (Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, 24 giugno – 18 settembre 2016), nella doppia veste di storica dell'arte e voce narrante; in un preludio scenico dedicato ai versi pronunciati -spirando- dalla celebre regina egiziana.





domenica 21 gennaio 2018

L'oracolare del tempo / L’infocolare indomito del firmamento

Octavia Monaco. Le Moire, dettaglio Drago

L'oracolare del tempo

L’infocolare indomito del firmamento

23 GIUGNO 2014, 
PAOLA GORETTI


Non ha tempo il Tempo sventagliante, come la freccia del ritorno ritornante nei mulinelli avanzati retrodatando. Ai piedi dell’albero del mondo, nella pancia del tutto dove tutto appare scompare ricompare, tutto appare scompare ricompare da diecimila milioni di anni per divenire flauto sopra ogni cosa e quando è tempo non tornare più, Noi siamo la forma del drago rosso lacca, l’impero del non senso dell’imperfetto, l’elettrizzante perpetuo mobile, il combustibile di combustione, l’avventura slargata fragile, l’arco dell’elegia.

Octavia Monaco. Le Moire, dettaglio Mani

Risuonanti emotive come intemperie naturali, siamo l’improducibile, l’irriproducibile, onda senziente molecolare, canto. Fluido il mattino che si rigonfia quando vien sera, fluida la terra nera dello sprofondamento, la mescolanza del nato nel non nato ancora che ha da nascere, la mescolanza dell’incarnazione. Noi siamo le cose che sono al dunque. Siamo la saldatura, la trinità della paura da mutare nel gaudio dopo la spina, la voglia del diamante del suo brillore inconfondibile. Siamo l’antologia di ogni divinazione, lo sviluppo della divina proporzione, la follia dell’orrore di ciò che verrà dato, la necessità del creato e il non detto dentro al dichiarato. Noi siamo il buio del buio brulicante, il raccordo navigante, la spudoratezza voluminante, l’assorbimento nullificante. Mattanza del ricomporre, luogo di tutti per riparare, sodezza di taglio e commistione degli opposti, dottrina di legamento, annodamento, patimento, slacciamento, Noi siamo il destino del baciamento, l’amorosa visione precipitata dove il prima vien dopo e il dopo c’era da sempre e c’è già stato. Siamo il vaticinare salmodiante, la salvazione da ogni oltre che si dà qui. Noi siamo l’Abbondanza dentro al suo scorrere.
Vestito all’etrusca con cesta di fauno e sgorgo di fustagno, il passato insorge realizzando. C’è un altro uovo in forno, c’è un altro uovo fin dentro al fondo, c’è un altro scoramento, c’è un altro sì di volontà imperiale. Che lo si voglia o che non lo si voglia, c’è un'altra doglia da far nascere, un altro ritrovare. Noi pronunciamo verità liberanti, stabiliamo sanzioni in fasce, portiamo all’estremo movimento, portiamo all’estremo sfinimento, siamo il perpetuo perpetuante, diamo vessilli di civiltà in forza del camminamento, l’esibizione temporanea prima di un nuovo assorbimento, cospargiamo le lacrime di lacrimevole, il bianco di sbiancamento. Siamo vuoto pezzente e sguardo di sovrano, filo d’argento del quaderno di seta, come un fiore di prugno nella stanza del the.

Octavia Monaco. Le Moire

Siamo l’aggraziamento, l’aggraziatura, il principio tuonante di ogni venatura, la posizione dell’aperto in stato necessitante, il libero arbitrio di ogni allaccio, la porta senza porta e l’accademia di ogni spremitura, lo sguardo del vuoto fisso innominabile insormontabile soccorrevole turbinevole, la forma fluente dell’intessuto tutto qui intessente che poi finisce in niente inesistente. Siamo umanesimo dentro gli androni della sera, i portoni del baccanale e il turbinio del fare e del baciare, il labirinto del labirinto del suo sbrogliare, lo scacco d’oro, la spirale dentro al suo evolvere, la rugiada impermeabile, l’ombra che uccide, la campana che incendia, il mormorìo di ogni materia, il fruscìo dentro al nulla.
Siamo il gran libro della culla, il gran libro della cura che schiuma puntuale quando si scrolla, l’odore del serpente, l’angelo, il cosmo, il dente aguzzo delle farfalle, la passeggiata del leopardo sulle onde del mare. Siamo aurora e asciuttezza, schiettezza eterna senza inganno, siamo lo spargimento per gravidanza auricolare, il dispiegamento, la consumazione per mare aperto, il pericolo e l’avvenenza, il fuoco amante ridondante. Noi siamo il divino convincimento dove ci si sfracella, dove ci si affratella, il buio fitto della regalità, l’ardore che viene a nascere, il divino sgomento, lo scaravento senza le gambe del firmamento, la porta senza porta di ogni sbatacchiare illuminevole. Siamo approdo alla grazia dalla follia che più non serve, temperanza, fluidificanza.

Octavia Monaco. X La Ruota della Fortuna

Cadono scaglie, cadono squame pistilli lapilli e il giorno nuovo per sempre ricomincia nei ritornelli a maturazione. Noi siamo l’accasciamento dei rami spezzati, l’accasamento dei fortunati, il movimento distinto che viene soffiando, il soffiamento ricomponibile e la scompigliatura, i sensi che brillano sui seni e fanno male all’impazzimento, la lingua immensa della preparazione, la lingua immensa dell’animazione, la lingua scura dell’animatura, la lingua dell’anima tua tutta. Noi siamo la perpetuanza dell’imperpetuo e diamo corpo al corpo, luce alla luce, femminile alla femmina, maschile al maschio, femmina e maschio alla cova d’insieme, siamo la perturbanza senza armatura e l’arte rara della felicità. Diciamo a ciascuno che si rovesci e poi ritorni al mondo, per ritrovare il violino dentro all’ignoto, per ritrovare il moto dove si trova il ritrovamento e non si spegne il circolante, l’arma più ardente, la musicalità.
Addomèsticati, cuore moribondo. Stai per rinascere e ancora non lo sai, ma tu sarai bellissimo e sarai, sarai ancora dopo la porta stretta. Comincia un tempo nuovo di dolcezza incarnabile dove le cose di prima sono passate e vengono le nuove in gran mutamento di mutanza, vengono in gran sete di via. Salta. Tu salta, salta, salta ancora, salta estenuante, salta senza vertigine, vieni nel distillato, vieni per cavità, esci come un fiore impettito in colorato campo, esci dall’orpello, esci dallo stallo con il tuo grido, che accade davvero quello che tutti poi chiamano vita.
Octavia Monaco. XIIII La Temperanza

Fiamma comandamento, lavati insieme con le figure degli spellati in verbario di rose, verso di noi a spintoni tentennando, vieni. Vieni ancora, vieni sempre, vieni per sempre, che è il per sempre che già ti verrà dato, e non il taglio, non la ferita sbeffeggiante. Fatti comandamento, monumento in supremità che esplode smisurante, scricchiolare congiunto flebile d’amore riparato riparante. Nel tuo rinfrescamento, lo slancio di fulgore della raspanza, l’ellisse tortile dell’evolvere senza ritorno sempre tornante. Tu amami, amaci. Amaci ancora. Dicci ancora di sì. Noi siamo qui, e siamo Tre nell’Uno. L’Uno nel Tre, nel Te, nel centomila di ogni visione e di ogni sosta.
Eccoti il fuso della visione. Ti fileremo senza consumazione un madrigale arcobaleno oracolante nel bocca a bocca, nelle parole del vaticinio che guardano da lontano, gesti d’aria e di luce. L’infocolare indomito di firmamento rinfocolante, gioia fitta della bellezza
dove il niente s’appresta e tutto è qui.

Paola Goretti
Cinquecentista di formazione - Laurea in ‘Storia dell’Arte Moderna’ (Bologna, 1994), Master sul ‘Rinascimento italiano’ (Ferrara, 1995), Diploma di Specializzazione in ‘Storia dell’Arte’ (Bologna, 1998), Borsa Alma Mater - Furla per progetto sulla storia della borsa (1997-98)- si è dedicata per vent’anni allo studio dei sistemi del vestiario di alta epoca, curando mostre, convegni, servizi alla didattica, cicli di conferenze, progetti di integrazione, poi confluiti ne ‘Il sentimento della cura: appunti per un dialogo affettivo’ (Ibis 2004). Professore a contratto di ‘Storia del costume presso Accademia di Belle Arti’ di Bologna (2012-2013) e ‘LUNA. Libera Università delle Arti’ (2004-2009), docente di ‘Scenari’ presso l’’Università dell’Immagine’ fondata da Fabrizio Ferri (Milano 1998-2005) per promuovere l’educazione sensoriale, di ‘Estetica della moda’ (Università di Rimini 2002-2003), di ‘Iconografia teatrale’ (Università di Bologna 1999-2001), visiting professor e ricercatrice per numerose fondazioni, tra cui la ‘Fondazione Ermitage Italia’ di Ferrara (2009-2010) per importanti ricognizioni sul patrimonio italiano a San Pietroburgo, specie su ‘La Galleria delle Belle di Peterhof di Pietro Antonio Rotari’, complesso di 368 dipinti dedicato ai moti sentimentali femminili, ubicato nella Reggia estiva degli zar. È autrice di innumerevoli saggi sul costume di tutte le epoche e di alcuni volumi. Tra questi, ‘Monumenta. I Costumi di scena della Fondazione Cerratelli’, fotografie di Aurelio Amendola (Pacini 2009), premiato dal Club Unesco di Firenze.
Nel 2016, contestualmente all’esperienza di storica dell’arte e del costume, ha inaugurato una nuova carriera di ‘Luminografa’, conseguendo un PhD (Università di Teramo) in ‘Scienze della Comunicazione’ dedicato alle ‘Arti della Luce e dello Splendore’: tra dialogo interculturale, tutela del patrimonio, spiritualità, maturando un intenso sodalizio con Mario Nanni. In occasione dell’illuminazione del ‘Mosè’ di Michelangelo ha moderato l’incontro ‘Michelangelo Buonarroti, illuminare la luce’, con Mario Nanni, Antonio Forcellino, Enrico Ferrari Ardicini, Bologna, 28 gennaio 2017. Ha scritto per ‘Mario Nanni. Luce all’opera’ (Villa Panza di Biumo, 14 marzo – 2 giugno 2013; Skira, 2013) e per ‘Contatto nel godimento delle delizie’ (Sassuolo, Palazzo Ducale, settembre 2017 – gennaio 2018). È co-autrice e moderatrice degli incontri ‘Ascolta, sifaluce’, in corso a ‘Virgola, Museo della Luce’ a partire da novembre 2017.
Responsabile scientifico del nuovo assetto del Museo Venanzo Crocetti di Roma (2013 - 2015), è curatrice di numerose mostre. Tra queste, ‘Venanzo Crocetti e il sentimento dell’antico. L’eleganza nel Novecento’ (Roma, Palazzo Venezia, 2 settembre – 20 ottobre 2013, Allemandi 2013); sezione dannunziana de ‘L’arte della bellezza. I gioielli di Gianmaria Buccellati’ (Torino, Reggia di Venaria, 21 marzo – 24 gennaio 2016, Skira 2015); ‘Octavia Monaco. Inda Angelica Fiamma. Figure della contemplazione’ (Bologna, Nelumbo Asian Fine Arts, 9 maggio – 13 giugno 2015, Nelumbo Edizioni 2015); ‘Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown’ (Roma, Fondazione Roma, 17 settembre – 1 novembre 2015, Skira 2015); ‘Giuseppe Mestrangelo. Siamo in rete’ (Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio - Cappella di Santa Maria dei Bulgari, 28 gennaio – 7 febbraio 2016, ArtCity - Arte Fiera 2016); ‘La Passione di Cleopatra. Visioni e Maschere di Arnaldo Pomodoro’ (Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, 24 giugno – 18 settembre 2016).
Per conferenze, convegni, attività di ricerca ha collaborato con: Dragoco Fragrance New York, Università di Alicante, Università di San Paolo del Brasile, Agenzia Aldo Coppola, Furla, Bondardo Comunicazione, Villaggio Globale International, FMR, Aboca, Vogue Italia, Domus Academy, IBC Emilia-Romagna, Università di Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, Musei Civici d’Arte Antica di Bologna, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici Etnoantropologici di Bologna Ferrara Forlì Cesena Ravenna Rimini, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo Civico Archeologico di Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio, Teatro di Villa Aldrovandi Mazzacorati, Scuola Superiore di Studi Umanistici, Genus Bononiae, Smell Festival, Biografilm Festival, Musei Civici di Imola, Palazzo Tozzoni, Università di Ferrara, Musei Civici d’Arte Antica di Ferrara, Palazzo Schifanoia, Palazzo dei Diamanti, Casa della Beata Osanna Andreasi di Mantova, Palazzo Te, Musei di San Domenico di Forlì, MAR, Museo Nazionale Neoclassico di Palazzo Milzetti, Villa Panza di Biumo, Viabizzuno, Panstudio Associati, Lightstudio, Fondazione Cerratelli, Fondazione Ratti, Fondazione Gianmaria Buccellati, Fondazione Kokocinski, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Aurum, Fondazione Ugo da Como, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Casina delle Civette - Musei di Villa Torlonia, Fondazione Roma, Veneranda Fabbrica di San Pietro, Musei Vaticani.
A partire dal 2013, intenso – tanto sul fronte scientifico che artistico - il sodalizio con la Fondazione ‘Il Vittoriale degli Italiani’. È curatrice della mostra ‘D’Annunzio e l’Arte del Profumo. Odorarius Mirabilis’ (da marzo 2018, in occasione dell’80° anno della scomparsa del Vate) con la scenografia del Maestro Pier Luigi Pizzi. Contestualmente all’esposizione, per il marchio Vidal ha ideato la linea ‘Odorarius Mirabilis: i profumi di d’Annunzio’ comprensiva di quattro fragranze: ‘Aqua Nuntia’, visione dell’antico; ‘Ermione’, gioia spirituale; ‘Divina Musa’, irradiazione del mistero; ‘Il Piacere’, inno alla voluttà, presentata il 1 giugno 2017.
Vincitrice della ‘Biennale Giovani’ (‘Le donne del garbo’, Marsiglia 1990) e del ‘Premio Montale’ giovani (‘Gli arcobaleni sul tappeto’, Scheiwiller 1994), da sempre abbina all’attività scientifica quella artistica, come voce narrante e ispirata paroliera. Ha scritto odi, ballate e oratori per Aldo Coppola (Calendario L’Oréal, 2003), Valeria Scuteri (‘Ballata sopra le mani delle donne’, 2010; ‘Saprà per amore ricomporsi’, 2012); Antica Profumeria Al Sacro Cuore (‘Fior di Pelle’, 2011); Antonio Violetta (‘La Giganta’, 2013); Antonia Ciampi (‘Archivio della Rosa’, 2013); Octavia Monaco (‘L’oracolare del tempo: l’infocolare indomito del firmamento’ 2014; ‘Inda Angelica Fiamma’, 2014; ‘L’Egitto era mia madre. Parto sciamanico in blu’, 2015); Patrizia Garavini (‘Armilustrium: l’Albero Guerriero’, 2014 Aurum di Pescara; maggio 2016, Il Vittoriale degli Italiani); Giuseppe Mestrangelo (‘Luminarie delle Vele’, 2016; per Art City 2016).
Tra le decine di ‘lectures’, ha recitato per Sua Eminenza Venerabile Lama Tibetano Ghesche Ghiampa Ghiatzo (Bologna 1998), ne ‘La Passione’ di Mario Luzi (Ravenna 2000, chiesa di san Francesco, celebrazioni per il Giubileo 2000, alla presenza del Poeta), per ‘Dumìa’ (La Casa del Silenzio, installazione temporanea, Torino 2002) cupola ricalcante il modello di ‘Nevè Shalom/Wahat al-Salaam’, tempio interreligioso costruito alla porte di Gerusalemme, più volte candidato al Nobel per la Pace. Alle celebrazioni indette per “d’Annunzio 150” ha fatto rivivere le pagine dal Vate dedicate a Nicolò dell’Arca (‘D’Annunzio e il vortice del Compianto’, Bologna, chiesa di Santa Maria della Vita, 8 novembre 2013). Ha partecipato alla mostra ‘La Passione di Cleopatra. Visioni e Maschere di Arnaldo Pomodoro’ (Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, 24 giugno – 18 settembre 2016), nella doppia veste di storica dell'arte e voce narrante; in un preludio scenico dedicato ai versi pronunciati -spirando- dalla celebre regina egiziana.

WSI