venerdì 13 febbraio 2015

Quentin Tarantino / Pulp Fiction, vent'anni dopo è ancora un mito



Pulp Fiction, vent'anni dopo è ancora un mito

Al Festival di Cannes per celebrare il ventennale di una pellicola culto si è riunito il cast d'allora. John Travolta, Uma Thurman e Quentin Tarantino hanno dato spettacolo mimando il famoso ballo del film




Non era in concorso, ma è come se avesse vinto una seconda volta dopo laPalma d'Oro di vent'anni fa. Perché per celebrare l'evento, 'Pulp Fiction' è stato riproposto a Cannes e soprattutto John Travolta, Uma Thurman e Quentin Tarantino hanno dato spettacolo, applauditissimi.


Il Festival deve finire, giusto con le premiazioni, eppure ha vissuto una chiusura decisamente spettacolare grazie al regalo che hanno fatto tutti i protagonisti di un film diventato culto non appena uscito nelle sale.



Così Travolta, un po' imbolsito ma sempre atletico, insieme alla Thurman, statuaria e bellissima in giallo con generoso spacco, hanno mimato sul red carpet francese i mitici passo del loro ballo scatenato e a loro si è unito anche il regista (rigorosamente di nero vestito), consacrato realmente con quella pellicola dopo il successo che aveva già ottenuto con 'Le Iene'.

Una danza che ha fatto la felicità dei fotografi ed è stata acclamata dal pubblico, sorpreso per questo regalo inatteso. E la riproposizione di 'Pulp Fiction' anche a distanza di anni ha conservato tutta al sua freschezza e il genio di una storia che è stata evento, anche seTarantino ancora una volta ha voluto rendere omaggio al suo vero mito, Sergio Leone: “Ha fatto con il cinema d'azione un po' quello che io ho fatto con i polizieschi, è riuscito ad esprimere un cambiamento che era nell'aria. Come a me è capitata la fortuna di essere uno dei primi a fare film che erano una reazione alla repressione del cinema degli anni Ottanta, dove tutti i personaggi dovevano essere amabili e se c'era un cattivo doveva assolutamente redimersi entro l'ultimo quarto d'ora del film”.






giovedì 12 febbraio 2015

L’errore di traduzione della Bella addormentata nel bosco



L’errore di traduzione 

della Bella addormentata nel bosco


Pubblicato il 19 settembre 2013
da Romolo Capuano
Chi non conosce la Bella addormentata nel bosco? Di questa, come di tante altre fiabe, esistono numerose versioni. Quella più famosa (che battezzò il titolo che oggi tutti conosciamo) è di Charles Perrault ed è del 1697. Quello che molti non sanno, però, è che la sua Bella addormentata nel bosco è profondamente edulcorata rispetto alle versioni orali precedenti. Nel roman di Perceforest del 1340, che ne è probabilmente l’archetipo, i protagonisti si chiamano Zellandine e Troilo e quando  Zellandine cade addormentata, Troilo ha un rapporto sessuale con lei nel sonno, mettendola incinta. L’altra versione che precede quella di Perrault è Sole, Luna e Talia, inclusa nel Pentamerone di Giambattista Basile (1634). Anche questa storia presenta elementi crudi e certamente non adatti a un pubblico infantile. Ad esempio, anche qui la principessa, che si chiama Talia, non è risvegliata dal bacio amorevole del principe, ma ne è stuprata. Dallo stupro nascono due figli, Sole e Luna, e sarà uno di questi a risvegliare la  principessa dal suo sonno incantato, dopo che le avrà succhiato il dito facendo uscire la punta del fuso incantatore. Nella fiaba di Basile, si parla inoltre di cannibalismo, infedeltà coniugali e uccisioni cruente, tutti temi destinati a sparire nella fiaba di Perrault.  Da notare, poi, che Perrault aveva dato il nome di Aurora alla figlia della principessa (alla quale lo scrittore francese non assegna alcun nome), mentre il celeberrimo film di Walt Disney del 1959 trasferirà il nome di Aurora dalla figlia alla madre.

Insomma la bella e infantile fiaba che oggi conosciamo è una versione filtrata e addomesticata di una storia che, nei suoi antecedenti, presentava caratteristiche degne di un contemporaneo film dell’orrore. Questa caratteristica è tipica di tante altre fiabe, come Cappuccetto rosso (che proprio nelle versione di Perrault, a differenza di quella dei fratelli Grimm, non ha nessun lieto fine), Biancaneve (che in una versione precedente vede la regina cattiva morire ad opera di un terribile paio di scarpe ustionanti) e Raperonzolo (che nelle versioni originali è grossolanamente messa incinta dal principe che poi tenta un disperato suicidio).

Tornando alla Bella addormentata nel bosco, è opportuno segnalare che da sempre siamo vittime di un errore di traduzione che riguarda il titolo della fiaba e che si è ormai consolidato a tal punto da rendere impensabile il ripristino del titolo originale. Quando Perrault scrisse la sua fiaba, le diede il titolo La belle au bois dormant, che propriamente dovrebbe tradursi con “La bella nel bosco addormentato” in quanto dormant, al maschile, è riferito a bois e non a belle. Curiosamente ritroviamo questo errore anche in altre lingue. Ad esempio in inglese il titolo è Sleeping Beauty (con il bosco che viene completamente dimenticato). La traduzione corretta, fra l’altro, sarebbe più fedele alla trama della favola. A cadere addormentata, infatti, vittima di un incantesimo, non è solo la principessa, ma tutti gli abitanti del castello (animali compresi) circondato dal “bosco”. 

Certo, questo errore non mina la fruizione complessiva della storia. Ma è interessante notare come certe sviste, sostenute dall’autorità della tradizione, non siano più avvertite come tali. Tanto che nessuno, se non qualche vecchio pedante, può pensare di correggerle. 

ROMULO CAPUANO


mercoledì 11 febbraio 2015

Libri per bambini

Maurice Sendak

Libri per bambini

Martedì, 06 Novembre 2012 01:00

Dove c'è unbambino, c'è una mamma che racconta una storia e questa classifica di libri per bambini è fatta proprio per i piccoli lettori.

Una lista di libri da leggere e da regalare, per bambini di tutte le età, dai più piccoli ai più grandi. Da Cenerentola al Gatto con gli stivali, a Mary Poppins e il Piccolo principe: i libri per bambini che hanno fatto storia.

Buona lettura!



1. “I tre porcellini” (James Orchard Halliwell-Phillipps intorno al 1843)

2. “Pollicino” (Charles Perrault,1697)

3. “Winnie Puh” (A. A. Milne, 1926)

4. “Biancaneve e i sette nani” (fratelli Grimm, 1812)

5. “Bambi, la vita di un capriolo” (Felix Salten, 1923)

6. “Jack e la pianta di fagioli” conosciuto anche come “Jack e il fagiolo magico” (racconto popolare inglese)

7. “Cappuccetto Rosso” (Charles Perrault, 1697; fratelli Grimm, 1812)

8. “La bella addormentata” (Charles Perrault, 1697)

9. “Le avventure di Pinocchio” (Carlo Collodi, 1881)

10. “Cenerentola” (anonimo cinese del IX sec a.C.; ripresa da Charles Perrault nel 1967 e dai fratelli Grimm nel 1812)



11. “Pippi Calzelunghe” (Astrid Lindgren, 1945)

12. “Il gatto con gli stivali” (Giovanni Francesco Straparola, 1550; ripresa da Gianbattista Basile nel 1634; da Ludwig Tieck nel 1797; da Charles Perrault nel 1697 e dai fratelli Grimm nel 1812)

13. “La principessa sul pisello” (Hans Christian Andersen, 1835)

14. “Il principe ranocchio” ((fratelli Grimm, 1812)

15. “Il topo di città e il topo di campagna” (Esopo,VI secolo a.C.)

16. “Hänsel e Gretel” (fratelli Grimm, 1812)

17. “Il meraviglioso mondo di Oz” (L. Frank Baum, 1900)

18. “Nel paese dei mostri selvaggi” (Maurice Sendak, 1963)

19. “Peter Pan e Wendy” (James Barrie, 1904)

20. “Favole al telefono” (Gianni Rodari, 1962)



21. “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” (Lewis Carroll,1865)

21. “La fabbrica di cioccolato” (Roald Dahl, 1964)

22. “La spada nella roccia” (T. H. White, 1938)

23. “Pattini d'argento” (Mary Mapes Dodge, 1865)

24. “Cuore di cartone. Una storia per tutti” (Konstantin Sergienko, 2006)

25. “Il richiamo della foresta” (Jack London, 1903)

26. “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (Luis Sepúlveda, 1996)

27. “Che animale sei? Storia di una pennuta” (Paola Mastrocola, 2005)

28. “La storia di Peter Coniglio” (Beatrix Potter, 1988)

29. “Il piccolo principe” (Antoine de Saint-Exupéry, 1943)

30. “Le cronache di Narnia” (C. S. Lewis, 1950-56)



31. “Mary Poppins” (Pamela Lyndon Travers, 1934)

32. “Vacanze all'isola dei gabbiani” (Astrid Lindgren, 1964)

33. “Il bambino sottovuoto” (Christine Nöstlinger, 1975)

34. “Skellig” (David Almond, 1998)

35. “Il meraviglioso paese oltre la nebbia” (Sachiko Kashiwaba, 2003)

36. “Cartoline dalla terra di nessuno” (Aidan Chambers, 1999)

37. “Magia d'Inverno” (Tove Jansson, 1992)

38. “La conferenza degli animali” (Erich Kästner, 1949)

39. "Le avventure di Tom Sawyer" (Mark Twain, 1876)

40. “Harry Potter” (J. K. Rowling, 1999-2007)


OSSERVATORIESTERNI


martedì 10 febbraio 2015

Dod Procter

Little Sister


Dod Procter 

1890-1972 


Dod Procter RA (born Doris Margaret Shaw, 1890–1972) was an English artist, and wife of artist Ernest Procter. Through the 1920s she specialised in painting the figure, usually single female figures, sometimes nude, others in softly draped clothes. One of these paintings, ‘Morning’, was bought by the Daily Mail for the Tate Gallery collections, which made Dod Procter a household name of the day she went on to become perhaps the most famous female artist of her day. 

Born 21 April 1892 in London. She studied art under Stanhope Forbes at Newlyn c. 1907–8 and at the Atelier Colarossi, Paris. Married the artist Ernest Procter in 1912; they held a joint exhibition of watercolours at the Fine Art Society 1913 and also exhibited at the Leicester Galleries. Exhibited with the International Society from 1918 and at the R.A. from 1922. Member of the N.E.A.C. 1929; A.R.A. 1934, R.A. 1942. She helped her husband on the decorations of the Kokine Palace, Rangoon, 1920. Procter and her husband attended art schools in England and in Paris together, where they were both influenced by Impressionism and Post-Impressionism especially Renoir and Cezanne 

The style of Dod Procter’s later works changed considerably, as did the subject matter, which included landscapes, paintings of children and still-life. She died aged 80, thirty-seven years after her husband. 


She was a member of the Newlyn School and became President of St Ives Society of Artists (STISA) in 1966. Her work was exhibited at the Royal Academy on many occasions.

TATHA GALLERY

The Tall Girl
Dinah Reading

Kitchen at Myrtle Cottage

Morning

The Orchard




Ancilla With An Orange

Burmese Children On The Irawaddy

Head Of A Boy

Jamaican Child

  
Portrait Of A Boy

St. Lucian Girl


The Little Girl

Young Girl Wearing A Lace Bonnet

Young Roman


venerdì 6 febbraio 2015

Tina Modotti / Pasionaria dell'inmagine

Tina Modotti, Madre con bambino di Tehuantepec, Messico (1929)

GRANDI DONNE

Tina Modotti, pasionaria dell'immagine

A Verona una retrospettiva della fotografa e attrice friulana che, negli anni '20, ha raccontato il suo tempo. In mostra 110 immagini, documenti, libri, video.

di Andrea Giordano - 13 gennaio 2015
Tina Modotti, la “pasionaria” delle immagini”, è stata soprattutto una donna che, con coraggio e poesia, ha saputo raccontare il suo tempo. Fino all’8 marzo le viene dedicata una bella retrospettiva a Verona, nel Centro Internazionale di Fotografia, presso gli Scavi Scaligeri nel Cortile del Tribunale. Una retrospettiva importante, grazie al prestigioso archivio di Cinemazero, composto da 110 immagini, documenti, libri, video, a scandire la vita straordinaria prima da emigrante ed operaria, poi di attrice e grande fotografa. Il viaggio da Udine al Messico post-rivoluzionario degli anni Venti, il luogo simbolo per iniziare a denunciare e sperimentare con il proprio sguardo il cambiamento di un paese, mappando simboli di vita quotidiana, rivoluzioni politiche, drammi sociali, attraverso volti, istantanee, dettagli. Un percorso museale variegato che sconfina nel cinema, in California, quando gira The Tiger’s coat (1920), pellicola firmata da Roy Clements e l’unica fino ad oggi delle tre interpretate a essere stata restaurata dalla Cineteca del Friuli. Poi ci sono gli autoscatti, i nudi, lei che era anche bellissima, faceva tendenza in un certo senso, intuendo già all’epoca quanto il proprio corpo poteva diventare strumento artistico e di comunicazione.E poi ancora il compagno Edward Weston, fondamentale nel guidarla, fino all’esilio, nei viaggi in giro per l’Europa, gli scatti inediti a Berlino, dove cominciò a rifiutare la modernità dilagante, tornando infine sotto falso nome in Messico, dove morirà nel 1942. La sua ricerca estetica doveva necessariamente combaciare con la verità degli scatti, talvolta “rubati”, come le donne di Tehuantepec o i bambini per le strade, in altri momenti colti invece con intelligenza e lucidità, raccontando il mondo con semplicità e schiettezza. È stata una figura libera, forte e romantica, che oggi ha finalmente avuto la celebrazione che meritava.





martedì 3 febbraio 2015

Oscar 2015 / i candidati agli 87esimi Academy Awards



HOLLYWOOD

Oscar 2015: i candidati agli 87esimi Academy Awards

Svelati in diretta web da Los Angeles, alle 14.30 di oggi, ecco i nomi di attori, registi e produttori che si contenderanno l'agognata statuetta dorata durante la cerimonia del prossimo 22 febbraio al Dolby Theatre di Los Angeles

15 gennaio 2015
Premio OscarPremio Oscar
Corbis Images
Trionfa Birdman alle nomination per gli Oscar 2015: 9 candidature tra cui le più prestigiose - miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e non protagonista. Alla pari Grand Budapest Hotel, ed è una bella sorpresa: in una competizione che spesso predilige i drammoni anche la commedia di Wes Anderson conquista 9 nomination, tra cui miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale. Segue con 8 The imitation game, il film sul matematico Alan Turing; con sei American Sniper di Clint Eastwood e Boyhood, che ha già trionfato ai Golden Globe. Bottino meno ricco di quanto ci si aspettasse per Selma, su Martin Luther King: solo due nomination, anche se una è per il miglior film (l'altra per la miglior canzone). La teoria del tutto,Whiplash e Foxcatcher sono candidati a cinque statuette. Ecco tutte le nomination per gli 87esimi Academy Awards (scopriremo i vincitori il 22 febbraio):
Miglior attore protagonista
-Steve Carell, Foxcatcher
-Eddie Redmayne, La Teoria del tutto
-Michael Keaton, Birdman
-Benedict Cumberbatch, The Imitation Game
-Bradley Cooper, American Sniper

Miglior attrice protagonista
-Julianne Moore, Still Alice
-Rosamund Pike, Gone Girl
-Felicity Jones, La teoria del tutto
-Reese Witherspoon, Wild
-Marion Cotillard, Due giorni e una notte

Miglior attore non protagonista
-Mark Ruffallo, Foxcatcher
-Robert Duvall, Il giudice
-Ethan Hawke, Boyhood
-Edward Norton, Birdman
-JK Simmons, Whiplash

Miglior attrice non protagonista
-Patricia Arquette, Boyhood
-Emma Stone, Birdman
-Keira Knightley, The Imitation Game
-Meryl Streep, Into the Woods
-Laura Dern, Wild

Miglior Film
- "Boyhood" (Richard Linklater)
- "The Imitation Game" (Morten Tyldum)
- "Birdman" (Alejandro González Iñárritu)
- "La teoria del tutto" (James Marsh)
- "The Grand Budapest Hotel" (Wes Anderson)
- "Whiplash" (Damien Chazelle)
-"Lo sciacallo - Nightcrawler" (Dan Gilroy)
- "Selma" (Ava DuVernay)
- "American Sniper" (Clint Eastwood)

Miglior regia
- Richard Linklater, "Boyhood"
- Alejandro González Iñárritu, "Birdman"
- Wes Anderson, "The Grand Budapest Hotel"
- Morten Tyldum, "The Imitation Game"
- Bennett Miller, "Foxcatcher"

Miglior film straniero 
-"Ida" (Polonia)
-"Leviathan" (Russia)
- "Wild Tales" (Argentina)
- "Tangerines" (Estonia)
- "Timbuktu" (Mauritania)

Miglior sceneggiatura originale
- Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo, "Birdman"
- Richard Linklater, "Boyhood"
- Wes Anderson & Hugo Guinness, "The Grand Budapest Hotel"
- Dan Gilroy, "Lo sciacallo - Nightcrawler"
- Dan Futterman & E. Max Frye, "Foxcatcher"

Miglior sceneggiatura non originale
-Graham Moore, "The Imitation Game"
-Anthony McCarten, "The Theory of Everything"
-Damien Chazelle, "Whiplash"
-Jason Hall, "American Sniper"
-Paul Thomas Anderson, "Inherent Vice"

Miglior film di animazione
- "Big Hero 6"
- "Dragon Trainer 2"
- "Boxtrolls - Le scatole magiche"
- "Song of the Sea"
- "La storia della principessa splendente"

Miglior documentario
- “CitizenFour,” Praxis Films
- “Finding Vivian Maier,” Ravine Pictures
- “Last Days in Vietnam,” Moxie Firecracker
- “The Salt of the Earth,” Decia Films “
- “Virunga,” Grain Media

Miglior fotografia
- Emmanuel Lubezki, "Birdman"
- Dick Pope, "Mr. Turner"
- Robert D. Yeoman, "The Grand Budapest Hotel"
- Ryszard Lenczewski and Łukasz Żal, "Ida"
- Roger Deakins, "Unbroken"






lunedì 2 febbraio 2015

Gabriel García Márquez / La mia prima copia di Cent'anni di solitudine


Gabriel García Márquez
La mia prima copia di Cent'anni di solitudine

La mia prima copia di Cent'anni di solitudine, datata 1974, il primo libro "da grandi", regalo di una Rosanna napoletana... Letta e riletta sugli scogli e sulle barche, scompaginata dal vento delle Eolie, bruciata dal sole, ingiallita dalla salsedine e dal tempo, (ri)legata per sempre con un pezzo di spago trovato sul molo di Filicudi e consegnata alla memoria, al ricordo, alla nostalgia... Poi sono venute altre copie da leggere e rileggere e rileggere, ma Macondo era in quegli anni a Filicudi e lì è rimasta, sospesa tra il Mar Tirreno e la foresta...

Dario