A tu per tu con Giuseppe Pecoraro

Alla scoperta del Wellness Tourism nella Valle Telesina con il manager del Grand Hotel Telese

Annaida Mari
25 LUGLIO 2026,

Durante il BMT, la Borsa Mediterranea del Turismo, è emerso che viaggiare oggi non significa solo scoprire nuovi luoghi ma anche vivere in armonia con sé stessi, con gli altri e con l’ambiente. Le nuove tendenze parlano di un turismo trasformativo, dove l’emozione, l’identità e la relazione con il territorio diventano centrali. La Valle Telesina è rinomata per le sue acque sulfuree, che sono state celebri fin dall’antichità per le loro proprietà terapeutiche e sono utilizzate da generazioni per trattare diverse patologie. Nella vostra struttura è possibile beneficiarne e avete investito sul territorio al fine di creare un’offerta turistica duratura e diversificata?

Le acque sulfuree della Valle Telesina costituiscono un asset strategico per la struttura, prima ancora che un elemento commerciale. La nostra offerta include percorsi termali e trattamenti che si fondano su una tradizione consolidata. Negli ultimi anni la struttura ha investito nell’ampliamento dell’offerta legata al benessere, integrandola con il territorio circostante – percorsi nella natura, proposte enogastronomiche – con l’obiettivo di costruire un’offerta coerente con il concetto di turismo trasformativo: non una semplice permanenza, ma un’esperienza in equilibrio con il contesto ambientale. 

Dal 1891 la qualità del Grand Hotel Telese è nella storia dei 130 anni di attività. Qual è, secondo te, il segreto di questo successo?

Centotrent’anni di attività non sono il risultato di un singolo fattore, ma di un equilibrio costante tra continuità e capacità di adattamento. Il Grand Hotel Telese nasce legato alla risorsa delle acque sulfuree e al benessere, vocazione mantenuta nel tempo nonostante l’evoluzione del concetto stesso di turismo termale. Va sottolineato, inoltre, che la struttura stessa, per la sua architettura e la sua storia secolare, costituisce un attrattore turistico autonomo, distinto dal servizio offerto: non è soltanto la sede in cui si svolge l’esperienza dell’ospite, ma parte integrante del patrimonio storico e culturale della Valle Telesina.

Come nasce la tua passione nel settore del turismo?

Il mio percorso nel settore turistico nasce da un interesse specifico per le dinamiche dell’accoglienza e della gestione alberghiera, sviluppato attraverso un percorso formativo dedicato – ma soprattutto consolidato sul campo in ruoli progressivamente più complessi. 

La tua giornata tipo presso il Grand Hotel Telese?

La direzione di una struttura come il Grand Hotel Telese richiede un approccio organizzato ma flessibile. A questo si affianca costantemente il presidio della relazione con la clientela, elemento che ritengo strategico per monitorare la qualità percepita del servizio e individuare margini di miglioramento.

Secondo i nuovi trend, il turismo esperienziale sta crescendo in modo costante, spingendo verso attività che coinvolgono cultura, gastronomia e natura. Oggi i viaggiatori non cercano solo una destinazione ma un’esperienza autentica. Dato che uno dei vostri punti di forza è lo stretto contatto con la natura, quali sono le esperienze che la vostra struttura è in grado di offrire?

Si tratta di un trend in costante crescita, riscontrabile anche nei flussi della nostra struttura, che corrisponde alle caratteristiche del territorio in cui operiamo. Il Sannio è un territorio particolarmente ricco di attrattori turistici naturali – aree verdi, percorsi collinari, vigneti, paesaggi rurali ancora poco antropizzati – che si presta a un’offerta orientata al cosiddetto turismo rigenerativo, con attività a contatto con la natura e momenti di rallentamento rispetto ai ritmi abituali. La componente gastronomica ha un peso significativo nella costruzione dell’esperienza complessiva: la valorizzazione dei prodotti locali e delle eccellenze del Sannio e del Beneventano consente di offrire un racconto del territorio che si affianca, e in molti casi rafforza, l’esperienza termale e paesaggistica. 

Quale indirizzo scolastico ha scelto come percorso di studi alle superiori?

Il mio percorso scolastico era orientato alle relazioni umane e all’organizzazione, indirizzo successivamente confermato da percorsi di laurea e specializzazioni ad hoc. Il mio suggerimento per i ragazzi è sempre quello di orientarsi verso percorsi coerenti con le proprie attitudini e adottare una formazione costante.

Data la sua esperienza in campo Internazionale, quali differenze ha riscontrato tra il mercato estero e l’Italia, anche in termini di gestione e organizzazione del settore?

L’esperienza maturata in contesti internazionali ha evidenziato strutture organizzative spesso più standardizzate nei processi, con una gestione dei grandi numeri e dei flussi internazionali più sistematica, ma orientata a un modello di vacanza più standardizzato, dove l’esperienza tende a essere replicabile da una destinazione all’altra. Il mercato italiano si distingue invece per un’offerta di turismo esperienziale autentico, fondata sul rapporto diretto con l’ospite e sull’originalità del territorio: ogni destinazione conserva una propria identità storica, culturale ed enogastronomica difficilmente riproducibile altrove, ed è proprio questa unicità a costituire il principale vantaggio competitivo dell’Italia rispetto a molte destinazioni estere.