domenica 1 aprile 2018

Rooney Mara è Maria Maddalena / Il nostro incontro con la protagonista del film di Garth Davis


Rooney Mara è Maria Maddalena: il nostro incontro con la protagonista del film di Garth Davis

Rooney Mara è Maria Maddalena: il nostro incontro con la protagonista del film di Garth Davis

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Arriva oggi nei cinema italiani Maria Maddalena, il film di Garth Davis incentrato sulla celebre figura femminile raccontata nei Vangeli. A interpretarla nel film, accanto al Gesù di Joaquin Phoenix, è Rooney Mara. Abbiamo incontrato l'attrice qualche giorno fa a Londra in occasione della presentazione alla stampa del film. Qui sotto la nostra intervista a Rooney Mara

Come è stato l’approccio ad un ruolo di cui solo recentemente si è scoperto molto di più rispetto alla tradizione classica? 
Non sapevo niente, prima di iniziare a girare, ma con questa nuova ondata di femminismo credo che sia il periodo giusto per fare uscire un film così. Spero che se ne parli. Sapevamo che il messaggio sarebbe stato comunque importante, sono nata cattolica, sono andata alla scuola cattolica e quando Garth mi ha mandato la sceneggiatura pensavo di sapere quello che sanno tutti e cioè che fosse una prostituta, e anche se non c’era giudizio in questo, sono rimasta scioccata nell’apprendere che era tutta una montatura, e che non solo non era una prostituta, ma una persona molto importante nel movimento, uno dei discepoli più importanti e una importantissima forza spirituale. Mi ha scioccato il fatto che non ne sapessi niente. Per cui a maggior ragione credo sia una storia molto importante da raccontare e far conoscere.
Credi che il pubblico si aspetti una storia più romanzata invece che questa, così semplice alla fine? 
Sapevo quello che avrebbe fatto Garth, lui arriva sempre al cuore delle cose, sapevo che era quello che voleva, trovare l’umanità, e far arrivare una cosa reale e facilmente relazionarsi ai personaggi. In fondo noi non lo sappiamo di certo se si fossero sposati, abbiamo piccoli pezzi di storia e ci siamo basati su quelli. Credo però sia davvero interessante che fino agli anni ’70, quando anche la chiesa ha dovuto ammettere l’importanza di Maria di Magdala, che di colpo non era più una prostituta, automaticamente è dovuta diventare la moglie di Gesù. Come se non avesse potuto essere niente altro. Come se non avesse potuto essere importante solamente come persona. Ma solo in relazione a Gesù, questo mi ha scioccata.
Su quale aspetto ti sei dovuta concentrare di più per questo ruolo? 
Sul cercare di tirare fuori il più possibile il suo lato umano, concentrandomi sul fatto che fosse un essere umano normale. Credo che per quel tempo fosse una donna speciale e unica, e che ha avuto un enorme coraggio per lasciare tutto quello che le era familiare per seguire un gruppo di uomini sconosciuti, credo fosse abbastanza radicale per l’epoca. Per cui volevo rispettare questo lato, e ho letto molto, tantissime ricerche che mi hanno dato da leggere e molti testi, ma poi ecco per me era importante renderla umana. difficile per te mettere da parte le informazioni che hai su un ruolo per concentrarti sulla recitazione? 
No, non in particolare, non lo trovo difficile, faccio tutta la preparazione, leggo moltissimo, mi informo e quella fase è davvero divertente e interessante, poi, semplicemente te ne dimentichi. Vivi il momento e le cose mentre lavori 

Avete considerato, anche con Joaquin, che un film del genere potesse essere anche rischioso? 
Non posso parlare per lui, ma per quanto mi riguarda sapevo che sarebbe stato un’opportunità unica e irripetibile. Proprio per questo non sapevo se volevo farne parte all’inizio, non volevo questa responsabilità, mi ha convinta Garth che dovevo farlo, e poi ho saputo che Joaquin avrebbe fatto Gesù, ho deciso.

Il tuo ruolo più famoso e quello di Lisbeth Salander, è stato difficile dopo quel film avere altri ruoli? 
All’inizio un pochino, mi sono sentita dire un paio di volte che ero “troppo Lisbeth”, troppo particolare, troppo dark, ma non succede più. Forse adesso capita il contrario, che mi dicono che sono troppo morbida per interpretare questo o quest’altro ruolo. 

E' difficile per te proteggere la tua privacy ora che vivi a Hollywood? 
Non è difficile, ci si riesce se lo vuoi 

E come è da adulta il tuo rapporto con la religione? 
Ho deciso molto presto che non volevo far parte di nessuna organizzazione, anche se sono nata cattolica e ho frequentato la chiesa, anche se per poco, ovviamente è stato difficile, proprio per la mia famiglia, che è una famiglia religiosa, e ho cercato di rispettare al massimo, così come loro hanno rispettato le mie scelte. Questo non significa che non sia una persona spirituale. Parlo solo dell’organizzazione.
Verso la fine del film Maria pronuncia una frase molto potente, sembra quasi fatta apposta considerando i tempi 
Si vero, sembra ironico il momento, direi shakesperiano, considerando anche il caso Weinstein, (la Weinstein company ha prodotto il film). Credo che il film possa significare cose molto diverse per molte persone diverse, ma credo che per le donne in generale, possa significare davvero molto. Per le ragazze spero, per le donne più giovani, ma anche per le donne che sono religiose, di qualsiasi fede, questo film ha il potenziale di significare molto.
Credi che gli uomini possano sentirsi demascolinizzati rispetto a questa nuova ondata di femminismo e consapevolezza da parte delle donne? 
Per alcuni sicuramente e possibile, ma c’è stato talmente un squilibrio di potere, che ogni piccola cosa sembra enorme e sembra quasi che stia succedendo l’opposto ora. E questo crea problemi in alcuni uomini, sicuramente, ma credo che alla fine prevarrà un equilibrio vero, ma quando tieni oppressa una parte molto grossa della popolazione, è impossibile che non avvengano dei cambiamenti 

Parlando di religione, per alcuni anche il football lo è, come lo hai vissuto da piccola? 
(Ride) Si, era decisamente una religione a casa mia, anzi, posso dire che lo è ancora ma io non sono interessata. Adoro guardare film che parlano di sport, ma non ho idea di quello che succede nel football, o forse in realtà ne so più di quello che credo. Per la mia famiglia però è davvero super importante, ha a che fare con le loro origini, in questo lo rispetto molto. 

Sei attiva politicamente, ti interessa partecipare? 
Ho le mie idee, che vorrei anche supportare di più ma non sono brava a parlare in pubblico è una cosa che mi imbarazza molto per cui non credo sarei una brava portavoce per nessuno. Vorrei esserlo, davvero, ci sono moltissime cose che mi stanno a cuore, e per le quali sono molto attiva, davvero vorrei essere più brava per poterlo fare. 

.. che è sorprendente considerato che sei un’attrice 
Si ma per me e diverso, li c’è sempre un copione.
Se pensi ai prossimi anni, dal punto di vista della tua carriera che cosa vorresti? 
Non saprei, Maria Maddalena è stato il mio ultimo film e da allora non ho più lavorato, ho fatto una piccolissima parte nel film di Gus Van Sant (Dont worry )ma solo un paio di giorni di lavoro, per cui è più di un anno che sto aspettando, perché non c’è niente che mi abbia coinvolto, vorrei lavorare con registe donna, ma anche con tanti altri registi. Non so bene cosa voglio al momento, sto aspettando qualcosa di davvero speciale. 

Per un attore cosa vuol dire aspettare per un lavoro, è stressante? 
Io mi sono dedicata ad altre cose, sto bene. Ho iniziato una linea di scarpe vegane, sono vegana da 7 anni ed era sempre molto difficile trovare scarpe, era la cosa più difficile. Per il resto cerco di godermi la vita 

La cosa che ti ha sorpresa di più di questo film? 
Più di tutto in assoluto riscoprire la figura di Gesù, del suo messaggio e dei suoi insegnamenti. Un approccio completamente diverso da quello imparato alle scuole cattoliche.





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