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mercoledì 17 aprile 2019

Dacia Maraini, scrittrice / Biografia e curiosità


DACIA MARAINI


Dacia Maraini, scrittrice: biografia e curiosità

Dacia Maraini è una scrittrice, sceneggiatrice, poetessa e drammaturga che ha riscosso un enorme successo grazie alle sue opere. Ripercorriamo la sua vita e la sua lunga carriera


Dacia Maraini nasce a Fiesole (Firenze) il 13 novembre 1936. Il padre Fosco è un famoso etnologo di origine inglese, mentre la madre Topazia, pittrice, discende da un’importante famiglia appartenente alla nobiltà siciliana. Nel 1938 la famiglia Maraini va a vivere in Giappone in quanto Fosco sta studiando la popolazione degli Hainu. Nel 1943 il governo nipponico, sulla base degli accordi presi con la Germania e con l’Italia, pretende che i coniugi firmino l’adesione alla Repubblica di Salò. Fosco e Topazia rifiutano e le conseguenze sono immediate: tutta la famiglia, incluse le tre figlie, viene internata in un campo di concentramento dislocato a Tokyo. Sono tre anni di fame estrema, fino a quando nel 1946 vengono liberati dagli americani. Nella sua collana di poesie “Mangiami pure” (1978) Dacia narrerà gli stenti e le terribili sofferenze sopportati in quegli anni. A seguito della liberazione, i Maraini soggiornano in Sicilia, a Bagheria. È qui che la futura scrittrice comincia gli studi.
L’unione familiare dura poco. L’antropologo Fosco si trasferisce a Roma, mentre la moglie e le tre figlie vivono a Palermo. Dacia Maraini, già con il sogno di dedicarsi alla scrittura, vorrebbe seguire il padre, ma questo può avverarsi solo al compimento dei diciotto anni. A Roma, la giovane conclude il liceo e comincia a lavorare come segretaria. Ottiene anche i primi incarichi come giornalista, tanto che a ventuno anni è una delle fondatrici della rivista “Tempo di letteratura”. Nel frattempo scrive racconti anche per altre riviste, quali “Nuovi Argomenti”, “Paragone”, “Il Mondo” e comincia ad appassionarsi al teatro. Con altri scrittori, fonda il Teatro del Porcospino. La grande novità di questo nuovo luogo di cultura è il fatto che vi vengono rappresentate solo opere italiane agli esordi, quali per esempio i lavori di Goffredo Parise e di Carlo Emilio Gadda. Risale a questo periodo l’incontro con Alberto Moravia che, innamoratosi di Dacia, lascia la moglie Elsa Morante. Vivranno insieme fino agli inizi degli anni Ottanta.
La realtà nuova nella sua opera è l’adozione di un punto di vista femminile consapevolmente alternativo. Il suo primo romanzo breve, “La vacanza” (1962), narra l’iniziazione alla vita e al sesso di un’adolescente romana negli anni della guerra: la protagonista, che parla in prima persona, ha un atteggiamento di indifferenza fredda e passiva che ricorda Alberto Moravia, amico, compagno e protettore della scrittrice ai suoi esordi. Ma lo stile è più asciutto e incisivo di quello del maestro. Possiamo qui ricordare solo qualche esempio della sua produzione successiva, vasta, multiforme e tuttora in corso. Nel 1963 esce “L’età del malessere” e nel 1967 “A memoria”; nel 1966 esce anche una collezione di poesie con il titolo “Crudeltà all’aria aperta”. La prospettiva femminile si fa più polemica nei racconti raccolti in “Mio marito” (1968) e diventa adesione appassionata al femminismo nelle poesie di “Donne mie” (1974).
Interpreta anche le esigenze nate dalla crisi culturale del Sessantotto tentando una letteratura che dia direttamente voce alle esperienze degli emarginati: nasce così “Memorie di una ladra” (1973), autobiografia ricavata dalle confidenze della protagonista registrate, con un minimo intervento della scrittrice. Da questo testo, viene tratto il film “Teresa la ladra” (1973) con protagonista Monica Vitti. Intanto Dacia Maraini continua ad impegnarsi in un’intensa esperienza teatrale, documentata poi in “Fare teatro” (1974). Nel 1973 fonda, con altre donne, il Teatro della Maddalena e comincia a scrivere diversi testi pensati per il palcoscenico. Ricordiamo tra gli altri “Maria Stuarda”, che ha un notevole successo in tutto il mondo, “Manifesto dal carcere”, “Dialogo di una prostituta con un suo cliente” e “Stravaganza”. A partire dall’esordio del 1967, Dacia Maraini ha dato alla luce decine di opere teatrali; molte di queste sono ancora oggi portate in scena sia nel Vecchio Continente che negli USA.
Nel 1973 pubblica “Donne in guerra” mentre nel 1980 viene dato alle stampe “Storia di Piera”. Sono due successi: il primo viene tradotto in diverse lingue, mentre il secondo, scritto con Piera degli Esposti, diventa un film con protagonista Marcello Mastroianni. Nel 1984 esce “Il treno per Helsinki”, che ha per tema la malinconica ricerca dei fervori giovanili, e nel 1985 “Isolina”, la commovente narrazione della vita di una giovane donna all’inizio del Novecento. Nel 1990 è la volta di “La lunga vita di Marianna Ucrìa”, un romanzo che ottiene un grande successo sia tra il pubblico che tra i critici: vince, infatti, numerosi premi tra i quali il Campiello. Nel 1991 Dacia Maraini si dedica ad una collana di poesie “Viaggiando con passo di volpe” ed all’opera “Veronica, meritrice e scrittora”. Nel 1993 torna ai ricordi d’infanzia con “Bagheria” e nel 1994 affronta il tema della violenza sulle donne con “Voci”. Tematiche, quelle dell’infanzia e delle donne, che non abbandona mai.
Dedica “Un clandestino a bordo” (1996) al tema dell’aborto, mentre i racconti di “Buio” (1999) a quello della violenza sui bambini; la raccolta di racconti vince il Premio Strega. Nel 1997 esce “Dolce per sè”, nel 1998 l’intervista “E tu chi eri?” e la raccolta di poesie “Se amando troppo”. Nel 2001 pubblica il saggio “Amata scrittura” e “La nave per Kobe”, romanzo che ripercorre la sua infanzia in Giappone; nel 2003 scrive “Piera e gli assassini” con il contributo di Piera degli Esposti. Nel 2004 Dacia Maraini dà alle stampe “Colomba”. Negli ultimi anni pubblica “I giorni di Antigone” (2006), “Il gioco dell’universo” (2007), “Il treno dell’ultima notte (2008), “La ragazza di via Maqueda (2009), “La seduzione dell’altrove” (2010), “La grande festa” (2011), “L’amore rubato” (2012), “Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza” (2013) e “La bambina e il sognatore” (2015). Dal punto di vista strettamente personale, sappiamo che Dacia Maraini è vegetariana ed una fervente sostenitrice dei diritti degli animali.

martedì 3 aprile 2018

Rooney Mara / Maria Maddalena



Rooney Mara
Maria Maddalena
Maria di Magdala è una fervente religiosa che fatica all'idea di doversi sposare. Poco accettata nella sua famiglia patriarcale, abbandonerà quest'ultima per seguire Gesù di Nazareth e farsi apostola tra gli apostoli accanto a lui. Imparerà il significato dell'amore e sceglierà di soccorrere gli oppressi, aprendo al dialogo con le donne e all'accoglienza degli ultimi.

Rooney Mara

Rooney Mara
BIOGRAFIA


ETÀ: Ha 32 Anni
NASCE A: Bedford, New York, USA 
NASCE IL: 17/04/1985

Nata in una famiglia decisamente agiata e legata al mondo dello sport (suo nonno paterno fu il fondatore della squadra di football americano dei New York Giants, di cui suo padre è tutt'ora il vicepresidente, e suo nonno materno quello dei Pittsburgh Steelers), Rooney Mara ha cominciato a recitare quasi per caso, seguendo le orme di sua sorella maggiore Kate e gli insegnamenti della madre, che le aveva fatto amare classici come Via col vento, Rebecca la prima moglie, e Susanna. 
Nata a Bedford, nello stato di New York, il 17 aprile del 1985, al liceo si cimentò nella recitazione solo una volta; e dopo il diploma ottenuto nel 2003, prima d'iscriversi all'università per studiare psicologia, scienze politiche e scienze sociali internazionali, specializzandosi nel no-profit, ha attraversato per quattro mesi il Sud America come parte di un programma di apprendimento tramite il viaggio. 
Solo nel 2005, quando era da poco all'università, Rooney ha iniziato a fare l'attrice. Il suo esordio, di quell'anno, è una comparsata in Urban Legend 3, cui son seguiti diversi ruoli televisivi in serie come Law & Order, Women's Murder Club e ER - Medici in prima linea, e altre piccole partecipazioni cinematografiche. 
Con l'avvicinarsi della laurea, che otterrà nel 2010, Rooney Mara intensifica la sua attività: nel 2009 è con Michael Cera in Youth in Revolt, indie diretto da Miguel Arteta, e nel 2010 ottiene l'attenzione di tutto il mondo grazie al ruolo di Nancy nel remake di Nightmare diretto da Samuel Bayer ma soprattutto per quello di Erica Albright, la fidanzata di Mark Zuckerberg che, mollandolo, porta involontariamente alla nascita di Facebook in The Social Network di David Fincher. 
La sua interpretazione in quel film, breve ma incisiva, non ha colpito solo il pubblico ma anche lo stesso Fincher, che le affida immediatamente il ruolo di Lisbeth Salander nel suo Millennium, adattamento del primo volume della trilogia di Stieg Larsson. 
Una parte per la quale Rooney si sottopone a una dura preparazione e ad una trasformazione fisica estrema, che le vale una nomination ai Golden Globe e una ai premi Oscar: la nota anche Terrence Malick, che la vuole per il film che sarà poi intitolato Weightless e che sarà nelle sale nel 2016. 
Oramai affermata, la Mara deve rinunciare al ruolo da protagonista in Zero Dark Thirty per conflitti d'agenda, ma subentra a sua volta a Carey Mullingan per la parte della ex del protagonista di Her di Spike Jonze. Lavora con Steven Soderbergh nel thriller Effetti collaterali e torna al cinema indipendente con Ain't Them Bodies Saints di David Lowery. 
Il suo impegno per il sociale non si tramuta anche nella pratica attiva di una fondazione da lei stessa voluta, ma si traduce al cinema nell'interpretazione del Trash di Stephen Daldry. 
Al Festival di Cannes 2015 Rooney Mara ha ottenuto il premio come miglior attrice per la sua interpretazione nel Carol di Todd Haynes, e prossimamente la vedremo, oltre che nel film di Malick, anche nel Pan di Joe Wright, e nel Blackbird che porta al cinema la piece teatrale di David Harrower. 
Legata dal 2010 al regista Charlie McDowell, figlio di Malcolm e di Mary Steenburgen, Rooney Mara ha spesso citato Gena Rowlands come uno dei suoi modelli.




mercoledì 30 agosto 2017

Biografia / Roberto Saviano / Il romanzo della vita

Biografia 

Roberto Saviano

Il romanzo della vita


Scrittore e saggista italiano

DATA DI NASCITA

Sabato  

LUOGO DI NASCITA

Napoli, Italia

SEGNO ZODIACALE

Vergine

ETÀ

38 anni

Roberto Saviano nasce il 22 settembre del 1979 a Napoli, figlio di Luigi, medico campano, e di Miriam, ebrea ligure. Dopo essersi diplomato al Liceo Scientifico "Armando Diaz" di Caserta, si laurea in Filosofia all'Università Federico II di Napoli. A 23 anni intraprende la carriera di giornalista, per "Diario", "Il Manifesto", "Pulp", il "Corriere del Mezzogiorno" e "Nazione Indiana". Nel marzo del 2006 pubblica "Gomorra - Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra", romanzo non-fiction pubblicato per la collana "Strade Blu2 di Mondadori.
Il libro si presenta come un viaggio nell'universo criminale dei luoghi della camorra, da Casal di Principe all'agro aversano. Tra boss malavitosi, rifiuti tossici smaltiti nelle campagne, ville sfarzose e popolazioni conniventi, l'autore parla di un Sistema che arruola come reclute ragazzi non ancora adolescenti, creando boss-bambini che ritengono che la sola maniera di morire con onore sia essere uccisi. Il libro vende quasi tre milioni di copie solo in Italia, e viene tradotto in più di cinquanta Paesi, comparendo nelle graduatorie di Best Seller, tra l'altro, in Svezia, Olanda, Austria, Libano, Lituania, Israele, Belgio e Germania.
Dal romanzo viene tratto uno spettacolo teatrale, che regala all'autore gli Olimpici del Teatro 2008 in qualità di migliore autore di novità; il regista cinematografico Matteo Garrone, invece, ne trae l'omonimo film, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes.
Il successo, tuttavia, presenta anche una faccia della medaglia particolarmente nera: dal 13 ottobre del 2006, infatti, Roberto Saviano vive sotto scorta, assegnatagli da Giuliano Amato, allora ministro dell'Interno, in conseguenza delle intimidazioni e delle minacce subite (soprattutto dopo la manifestazione per la legalità tenutasi poche settimane prima a Casal di Principe, in cui lo scrittore aveva pubblicamente denunciato gli affari di Francesco Schiavone, capo del clan dei Casalesi).
Il 14 ottobre del 2008 si diffonde la notizia di un possibile attentato verso Saviano: la direzione distrettuale antimafia, infatti, viene a sapere da un ispettore di Milano che è in programma un piano per uccidere il giornalista prima di Natale sull'autostrada Roma-Napoli. Le indiscrezioni, tuttavia, vengono smentite dal presunto pentito che avrebbe fornito la soffiata, Carmine Schiavone, cugino di Francesco.
Il 20 ottobre di quell'anno, i premi Nobel Gunter Grass, Dario Fo, Rita Levi Montalcini, Desmond Tutu, Orhan Pamuk e Michail Gorbaciov si mobilitano chiedendo allo Stato italiano qualunque sforzo per garantire l'incolumità di Roberto Saviano, evidenziando al tempo stesso che la camorra e la criminalitàorganizzata rappresentano un problema che riguarda qualunque cittadino. L'appello, firmato anche da scrittori come Claudio Magris, Jonathan Franzen, Peter Schneider, Josè Saramago, Javier Marias, Martin Amis, Lech Walesa, Chuck Palahniuk e Betty Williams, sottolinea come non sia possibile che la denuncia di un sistema criminale causi, come prezzo da pagare, la rinuncia alla propria libertà.
L'iniziativa viene presto rilanciata da media stranieri come CNN, Al Arabiya, "Le nouvel observateur" e "El Pais", mentre su Radio 3 la trasmissione "Fahrenheit" organizza una maratona caratterizzata da letture di "Gomorra". Inoltre, grazie al quotidiano "La Repubblica" più di 250mila cittadini comuni sottoscrivono l'appello in favore dello scrittore.
Dopo aver vinto, per il film "Gomorra", il Premio Tonino Guerra del Bif&st di Bari per il miglior soggetto, Roberto Saviano nel mese di novembre del 2010 conduce in prima serata su Raitre la trasmissione "Vieni via con me", insieme con Fabio Fazio. Il programma fa segnare il record di ascolti per la rete, con il 31.60 % di share e più di nove milioni e 600 mila spettatori di media ottenuti nella terza puntata. Sempre con Fabio Fazio, a maggio del 2012 presenta su La7 "Quello che (non) ho": anche in questo caso, il programma fa segnare il record di share per la rete, grazie al 13.06 % ottenuto nella terza e ultima puntata.
Nel 2012, inoltre, viene accusato dalla nipote di Benedetto Croce Marta Herling di aver scritto un articolo non veritiero a proposito del filosofo abruzzese. Saviano, infatti, sostiene che in occasione del sisma di Casamicciola del 1883 Croce avrebbe offerto 100mila lire a chiunque l'avesse aiutato a uscire dalle macerie: la Herling smentisce, con una lettera pubblicata sul "Corriere del Mezzogiorno", la tesi dello scrittore (tesi per altro già proposta in tv durante "Vieni via con me") e ne critica l'attendibilità. Egli, per tutta risposta, querela il "Corriere del Mezzogiorno" e chiede quattro milioni e 700mila euro di risarcimento per danni patrimoniali: l'iniziativa suscita molte polemiche, in quanto Saviano, emblema della mutilata libertà di stampa, pretenderebbe, con la sua querela, di mettere a tacere una voce che lo critica.
Non è questa, per altro, l'unica polemica relativa allo scrittore, già accusato in passato di aver copiato, per "Gomorra", interi brani da articoli giornalistici di quotidiani locali della Campania, e in generale in più occasioni di non aver citato le sue fonti (come accaduto, per esempio, durante "Quello che (non) ho", quando, parlando di eternit, non ha citato Giampiero Rossi, scopritore di molte delle storie da lui raccontate). Saviano, inoltre, è finito nell'occhio del ciclone a causa delle dichiarazioni rilasciate il 7 ottobre del 2010 a Roma a favore di Israele, uno Stato elogiato dallo scrittore come luogo di civiltà e libertà: tali frasi hanno provocato indignazione da più parti, e Saviano è stato accusato (tra gli altri, dall'attivista Vittorio Arrigoni) di aver dimenticato le ingiustizie che la popolazione palestinese è costretta a subire.
Titolare di una laurea honoris causa in Giurisprudenza assegnatagli nel gennaio del 2011 dall'Università di Genova, Roberto Saviano, che dal 2012 è cittadino onorario di Milano, ha ispirato diversi artisti in ambito musicale: il gruppo piemontese dei Subsonica nell'album "L'eclissi" gli ha dedicato il brano "Piombo", mentre il rapper Lucariello ha composto la canzone "Cappotto di legno" (dopo aver ottenuto il permesso dello stesso Saviano), che racconta la vicenda di un sicario che si accinge a uccidere lo scrittore. Saviano appare anche al termine del videoclip della canzone di Fabri Fibra "In Italia" e nel brano "TammorrAntiCamorra" del gruppo rap 'A67, in cui legge un brano del suo libro.
La fama del giornalista campano, tuttavia, è arrivata anche all'estero, come dimostrano i Massive Attack (il gruppo britannico che ha scritto "Herculaneum", canzone ispirata a "Gomorra" e Saviano che è diventata colonna sonora del film di Garrone) e gli U2, che in occasione del concerto che hanno tenuto a Roma nell'ottobre del 2010 gli hanno dedicato il brano "Sunday bloody Sunday".
Nella primavera del 2013 a sette anni di distanza da Gomorra esce il suo secondo e attesissimo libro "ZeroZeroZero".



lunedì 30 gennaio 2017

Biografia / John Hurt

John Hurt


John Hurt
(1940 - 2017)


Sir John Vincent Hurt (Chesterfield, 22 gennaio 1940 – Cromer, 25 gennaio 2017) è stato un attore britannico. Hurt è stato fra i più celebri e ricercati attori inglesi nel mondo del cinema e del teatro, celebrato anche per i suoi numerosi ruoli teatrali in opere shakespeariane.

Celebre per le doti istrioniche e per il suo grande carisma sia sul palco teatrale che in pellicole di grande successo, Hurt ha anche preso parte ad alcune serie tv dai primi anni duemila, portando avanti una carriera lunga sei decenni. Ha vinto quattro BAFTA Awards su sette nomination, il Golden Globe nel 1979 per Fuga di mezzanotte e ha ottenuto due nomination al Premio Oscar, una per Fuga di mezzanotte e una per The Elephant Man.



BIOGRAFIA

Nasce nella cittadina di Chesterfield, nel nord del Derbyshire, da Phyllis Massey, ingegnere e attrice dilettante, e da Arnould Herbert Hurt, un matematico[1]. Gli altri membri della famiglia sono il fratello maggiore Michael e la sorella adottiva Monica. Quando compie cinque anni, il padre diviene vicario e si trasferisce con tutta la famiglia nel sud della contea, precisamente nel villaggio minerario di Woodville.

A otto anni Hurt viene mandato alla scuola privata St. Michaels a Sevenoaks nel Kent, dove sviluppa la propria passione per la recitazione: all'età di nove anni, Hurt decide di voler diventare un attore, e il suo primo ruolo è la parte di una bambina nella piece di Maurice Maeterlinck L'Oiseau Bleu, in una recita scolastica. I suoi genitori però disapprovano questa scelta e gli consigliano di diventare insegnante d'arte.

Quando il padre viene trasferito nella cittadina di Cleethorpes nel Lincolnshire, Hurt, dodicenne, entra nella scuola pubblica Christ's Hospital Church, dopo aver fallito l'esame di ammissione alla scuola privata dove andava il fratello. A 17 anni, seguendo i voleri familiari, va alla Grimsby Art School, dove studia arte. Nel 1959 vince una borsa di studio per un diploma da insegnante d'arte al Central St. Martins College di Holborn, Londra, per poi finalmente tentare la carriera di attore a 20 anni, entrando a far parte della Royal Academy of Dramatic Art, sempre nella capitale britannica.


CARRIERA


Il primo film di Hurt è The Wild and the Willing del 1962, ma il suo primo vero ruolo di spicco arriva nel 1966 con la parte di Richard Rich ne Un uomo per tutte le stagioni. Nel film per la TV The Naked Civil Servant (vincitore del Prix Italia 1976) interpreta la parte di Quentin Crisp, che gli vale il British Academy Television Award come miglior attore nel 1976.


Nel 1977 interpreta Caligola nel serial della BBC I, Claudius e nel 1978 appare in Fuga di mezzanotte, grazie al quale ottiene una nomination all'Oscar come Migliore attore non protagonista. Il film narra la storia di uno studente americano prigioniero in Turchia per aver tentanto di lasciare il paese con della droga. Hurt interpretó il ruolo di un prigioniero inglese tossicodipendente, perse diversi chili e non si lavó per giorni in modo da immedesimarsi al meglio, tanto che molti altri attori sul set lo evitarono a causa del suo aspetto, ideato da lui stesso e non dal regista. L'anno seguente interpreta il ruolo di Kane in Alien (uno dei suoi ruoli più celebri, che egli stesso riprenderà, parodiandolo, in Balle spaziali), e nel 1980 quello di Joseph Merrick (rinominato John nel film) in The Elephant Man, per il quale ottiene una nomination all'Oscar come migliore attore protagonista, sfoggiando ancora una volta le sue doti camaleontiche. Fu Robert De Niro a vincere il premio tuttavia.

Da notare poi come spesso Hurt abbia spesso interpretato parti fortemente contrastanti tra loro: ad esempio, se da una parte ottiene il ruolo di Winston Smith, il protagonista dell'opera di George Orwell 1984, nel film omonimo, dall'altra interpreta il cancelliere Adam Sutler, capo di una società distopica, totalitaria e militarizzata in V per Vendetta, un ruolo del tutto antitetico. Memorabile la sua interpretazione di Padre Cristopher nel film Shooting Dogs (2005), sul genocidio dei Tutsi in Rwanda nel 1994. Ha interpretato in Doctor Who l'incarnazione del Dottore che nei titoli di coda di The Night of the Doctor è citato come War Doctor e che ha un ruolo principale in Il giorno del Dottore, che festeggia il cinquantesimo anniversario dalla nascita della serie. Nella saga di Harry Potter interpreta Garrick Olivander, il costruttore di bacchette magiche che ha un negozio di bacchette a Diagon Alley che prende il medesimo nome, dove Harry acquista la sua prima bacchetta. Nel 2011 il cortometraggio Love at first sight insieme a Phyllida Law vinse numerosi premi e venne selezionato per concorrere agli Oscar 2012.



VITA PRIVATA


Nel 1962 sposò l'attrice Annette Robertson, per poi divorziare nel 1964[3]. Successivamente, nel 1967 iniziò una lunga relazione con la modella francese Marie-Lise Volpeliere-Pierrot, ma il 26 gennaio 1983 durante un'equitazione nei pressi del villaggio di Ascott-under-Wychwood la modella subì un incidente a cavallo e morì più tardi quello stesso giorno dopo essere stata in coma. Nel settembre 1984 Hurt sposò l'attrice americana Donna Peacock e la coppia si trasferì in Kenya, ma i due divorziarono nel gennaio 1990[4].

Il 24 gennaio 1990 sposò l'assistente di produzione Joan Dalton, da cui ebbe due figli, Alexander John Vincent (nato il 6 febbraio 1990) e Nicholas Hurt (nato il 5 febbraio 1993). La coppia divorziò nel 1996 e Hurt iniziò una relazione di sette anni con la scrittrice irlandese Sarah Owens. Nel luglio 2002 la coppia si separò e nel marzo 2005 John Hurt sposò la produttrice pubblicitaria Anwen Rees-Meyers.



MORTE

Nel giugno 2015 annunciò che gli era stato diagnosticato un cancro al pancreas allo stadio iniziale, affermando anche che, nonostante ciò, aveva intenzione di continuare a lavorare. Tuttavia si è spento il 25 gennaio 2017, appena tre giorni dopo aver compiuto 77 anni, nella sua casa a Cromer.


FILMOGRAFIA


TELEVISIONE



DOPPIATORE



BIOGRAFÍAS
John Hurt