venerdì 28 agosto 2026

Yayoi Kusama, è morta l'artista giapponese «regina dei pois». Aveva 97 anni


epa13193751 (FILE) - Japanese artist Yayoi Kusama poses with her artwork during a media preview for the 'Yayoi Kusama: My Eternal Soul' exhibition at the National Art Center in Tokyo, Japan, 21 February 2017. (reissued 27 August 2026). Kusama died...

Yayoi Kusama, è morta l'artista giapponese «regina dei pois». Aveva 97 anni

L'artista è morta il 14 agosto, ma l'annuncio da parte del suo studio arriva solo oggi


Stefano Bucci
27 ago 2026


Nel 2014 era stata nominata da «The Art Newspaper» l’artista più celebre dell’anno. Yayoi Kusama è morta il 14 agosto a 97 anni in un ospedale di Tokyo, ma l'annuncio da parte del suo studio è arriva solo giovedì 27 agosto. Era nata a Matsumoto, nella prefettura di Nagano, a Matsumoto il 22 marzo nel 1929 (era la più piccola dei quattro figli, la famiglia Kusama aveva un avviato impianto di semi con vendita all’ingrosso, vendevano verdura, semi, piante) e aveva iniziato a fare arte da bambina ma, raccontava, Kusama che quando disegnava da bambina sua madre arrivava da dietro e le strappava i disegni dalle mani. E che quell’isteria e quel panico avrebbero influenzato il suo processo creativo portandola a concludere in maniera rapida e furiosa il disegno prima che le potesse essere strappato via (come faceva allora la madre). 

mercoledì 26 agosto 2026

Il simbolismo del toro / L’archetipo dell’unione sacra

 

Porzione di immagine delle pitture rupestri nella caverna del Borneo scoperta nel 2018. Riscrive la storia delle testimonianze pittoriche più antiche datandole a 40000 anni fa
Porzione di immagine delle pitture rupestri nella caverna del Borneo scoperta nel 2018. Riscrive la storia delle testimonianze pittoriche più antiche datandole a 40000 anni fa


Il simbolismo del toro

L’archetipo dell’unione sacra

María Burgarella,

Recentemente ho letto un articolo su una scoperta eccezionale fatta da un team di studiosi in una caverna delle impenetrabili foreste del Borneo indonesiano, è stata ritrovata infatti la più antica espressione artistica umana, un toro rosso di un metro e mezzo di larghezza dipinto circa 40.000 anni fa. Nella grotta sono presenti anche delle impronte di mani in ocra rossa e arancione, oltre ad altre pitture rupestri raffiguranti scene di vita umana. In quel periodo i primi Homo sapiens arrivarono in Europa. 

domenica 16 agosto 2026

Peter Hujar

 



Peter Hujar

Hujar, Peter, 1934-1987, Contact sheet: Gary Schneider at 189 Nude, 2013.108:8.3611. All photos courtesy of The Morgan Library & Museum.


5783 Photographs Peter Hujar Thought No One Would Ever See

Peter Hujar kept every contact sheet he ever made, perhaps because he never stopped believing someone would eventually come looking for them. Over the course of his lifetime, he shot Patti Smith, Candy Darling, David Wojnarowicz, and Susan Sontag, becoming a central figure in the cultural life of downtown New York without ever quite becoming famous. He was, as curator Joel Smith puts it, missing “the gene for self-promotion.” Though assured of his own genius, he was largely ignored beyond his homestead in the East Village. This spring, the Morgan Library & Museum makes the case for what Hujar always knew. Hujar: Contact draws from the archive of over 5,783 contact sheets Hujar preserved until his death in 1987. The show also arrives at the moment of a Hujar revival: Ira Sachs‘s biographical film Peter Hujar’s Day introduced him to audiences well beyond the art world, while Andrew Durbin‘s new biography wrestles with his chaotic personal life. The contact sheet was never meant to be artwork but rather a working object, a way for film photographers to see what they’d shot before committing to a full print. But Hujar’s sheets are something else: each one a full roll of film reduced to thumbnail-sized frames, marked up in oil pencil, annotated with the thinking he otherwise left unrecorded. Smith calls them “an intimate history of Hujar’s habits, inspirations, and happy accidents.” More than 110 works are now on view through October 25th, with a selection (including some exclusives) shown below. 

giovedì 6 agosto 2026

Frau Ilse / L’ultima sirena


Il fiume ricorda anche quando noi dimentichiamo. Il fiume Reno nella città di Basilea, Svizzera
Il fiume ricorda anche quando noi dimentichiamo. Il fiume Reno nella città di Basilea, Svizzera

Frau Ilse

L’ultima sirena


Michele Costantine
6 AGOSTO 2026


Rimprovererò tutta la vita a mio padre di aver venduto la nostra casa in Florastrasse 12 a Basilea. L’appartamento era situato al secondo di tre piani in una palazzina assai graziosa, con balconi decorati con motivi floreali stilizzati e un grande tetto spiovente con tegole simili a scaglie di pesce che la pioggia rendeva lucide come metallo. Dal balconcino della mia camera si vedeva il Reno, un segmento d’acqua verde in perenne movimento capace di mutare la sua tonalità nel corso del giorno, quando s’incupiva e il suo colore virava al grigio, era segno che sulle Alpi c’erano stati temporali. La vicinanza del fiume fu un dono per me, un piacere non solo per la vista ma anche per il fisico; fu grazie alla possibilità di fare bagni quotidiani che diventai presto un provetto nuotatore.