giovedì 1 novembre 2018

Valerio Succi / Tre inediti






Valerio Succi

Tre inediti

*

Cosa si fa quando non se ne può più? Si cambia!
va bene, Alberto, ma è davvero difficile
queste valigie pesano, nemmeno Ryanair l'accetta
tocca quindi lasciarle qui, da dove parto...risco con dolore
ragazzo madre, dio poeta e del sole
in un nuovo Valerio, ora che si fa sul serio.

Cambia quegli abbaglianti: m'accechi
sparendo la nuova strada, a piedi
sotto un percorso di lampioni, sognando
di essere tra i campioni, d'all-in vado
per cambiar corsia alla vita
in questa via m'esprimo, rinato dopo Primo
già nudo sulla piazza, chiuso in una stanza.



*


Il concorso pretende una poesia sulla luce
fonte di salvezza, via della purezza
ma chi l'ha mai vista nella sua interezza
mica adatti a descriverla in nuce.

Ora sol la poesia prega
nuovo vento mena
società, a te questo nuovo grido
se utile o meno, chissà
l'importante è che sconvolga
la tua stramagmatica realtà.



*

Non si tratta di sitcom
con sempre le stesse amicizie, una semplice trama
giusto qualche imprevisto, ma in fondo tutto fila liscio
d'anno in anno, di serie in serie
tanta felicità ma soprattutto

le risate sotto solo mero trucco

fra poco invece nei cinema il film, tu protagonista
in cui l'inciampo è previsto, plot twist inaspettati
drammi non programmati, tutti cadono
in sala attendono: in fondo, saprai, ti rialzerai, deus ex machina
qualcuno affianco, per il famoso fiato l'affanno
basta saper aspettare, non lasciarsi andare
alla fine non vince - mai -  il male.

Cambia quindi colonna sonora
viala malinconia in sottofondo
rigiriamo le scene venute male
lì i sottotitoli: c'è chi non capirà
prepara il sorriso, accendi i riflettori
le luci della ribalta prima, o poi
lo sparo: ammazza chi cazzo vuoi


ATELIER


Valerio Succi nasce nel 1998 a Lugo, in provincia di Ravenna. Abita a Bagnacavallo, fino a quando non inizia a frequentare la facoltà di lettere presso l'Università di Bologna, città dove attualmente vive. Precedentemente ha pubblicato in due antologie: «Novecento non più – verso il Realismo terminale», La Vita felice, 2016 e «Nessun dannato orologio», SENSOINVERSO Edizioni, 2015.
Di prossima pubblicazione la sua opera prima, presso Terre D'ulivi edizioni, «Primo».



mercoledì 31 ottobre 2018

Marisa Papa Ruggiero / Inediti





Marisa Papa Ruggiero
Inediti




Sillabe vive

Se entri in gioco lo spiraglio è aperto
sei nel mio movimento, sei
tutta sensori attivi, capillari indocili a scalare
sillabe vive dall'interno,
l'impronta di te al mio posto che
prende voce, s'interroga
appena sotto la soglia acustica
tra l'istante e il nulla
e sono io
che ti cerco, io ti strappo la scorza
- parola -
ti tiro per i capelli
nella mia poesia



*


Le ninfee di Sherazade

In punta di strofa aprire accenti
accordi fuori catalogo in dialogo di forze,
i mille aghi in corsa nelle arterie
dall'audio amplificato,
ghiandole e nervi allo scoperto
per eludere la morte scalando
saperi indocili, stalattiti nella mente
con tutta la sfrontatezza del sangue
per foderare i colori, qui
su questa sponda
nuda di veglie, di richiami segno
col gesso i miei contorni, le infinite
parole che mi hanno pensata,
i mille passi al centro della stanza, i miei
mille racconti inchiostrati vivi
come ninfee carnivore
che getto nella tua piscina privata
le mille perle orientali che ti verso
ad una ad una in gola
in una notte sola!




*


Il lampo verde

Lance di luce aprono il quadro
Un magnete d'acqua stringe a cono gli sguardi,
forza all'interno la materia, la vince,
        la donna nuda sull'erba
nell'urto elettrico del lampo
contempla il cifrato del seme
disceso nel fiume
Donna e viandante a picco nella mente
dietro una lente curva che semina attriti
lavacri di sali, di liquidi sensi,
ha raggi radar il triangolo perfetto
dei nostri sguardi
      dall'uomo alla donna
      dalla donna a me
che li raccolgo entrambi, finché
il lampo trascina la materia
in nuove fecondazioni
nell'enigma circolare del paesaggio,
nel cavo dell'utero del mondo,
nell'istante immobile di un pensiero




RUGGIEROMarisa Papa Ruggiero, scrittrice, artista verbo-visuale, studi di formazione artistica compiuti a Milano e a Napoli. Inizia il suo percorso di scrittura creativa alla fine degli anni 80 affiancandolo all'attività pittorica e didattica nei Licei della città di Napoli dove vive. Ha pubblicato una dozzina di libri di poesia, in prosa e alcune edizioni d'arte. Tra i titoli più recenti: Le verità bugiarde, 2009; Passaggi di confine, 2011; Di volo e di lava, 2013, Puntoacapo; Jochanaan, 2015, Ladolfi; Un intenso venire, 2017, Passigli; Se questo è il gioco, 2018, Eureka. Promotrice culturale, le sono attribuiti diversi premi e segnalazioni di merito. Collabora con interventi creativi e critici in riviste, in rassegne d'arte, in siti web. Suoi testi poetici sono stati rappresentati come eventi scenici in siti archeologici in Campania e in Sicilia. É tra i fondatori di alcune riviste letterarie, la più recente è Levania, edita a Napoli, di cui è redattrice. Un suo romanzo è attualmente in corso di stampa.


lunedì 29 ottobre 2018

Octavio Paz / La memoria





Octavio Paz
LA MEMORIA



La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare.