Dominique Issermann
Laetitia Casta
2002
Il trickster rappresenta una categoria mitologica, religiosa e folklorica, e descrive un gruppo di personaggi che, incuranti delle leggi sociali e morali, perseguono per loro stessi soltanto la conoscenza del mondo, talvolta aiutando gli esseri umani, talvolta distruggendo persino ciò che hanno creato. Sono, per definizione, senza limiti.
Esistono luoghi al mondo la cui essenza trascende la mera dimensione fisica, trasformandosi in autentici paesaggi interiori, custodi silenziosi di emozioni profonde e identità molto più stratificate di quanto non sembrino ad un occhio poco allenato. Venezia è senza dubbio la serenissima di queste essenze di questi, città che respira storia e malinconia ad ogni canale, nei riflessi dorati sull'acqua.
Un viaggio nella città vissuta e raccontata dal “poeta eretico” tra periferie dimenticate, sacralità profana e visioni che ancora interrogano il presente.
Il pane non è soltanto cibo. È memoria, cultura, simbolo. Alimento principe che unisce tavole di contadini e di re, di monaci e di guerrieri, santi e rivoluzionari. La sua presenza quotidiana e silenziosa, nella cultura occidentale, ha, nei secoli, ha raccontato l’evoluzione dell’uomo, i suoi rituali, le sue lotte e le sue speranze. Mangiato con le mani o con posate d’argento, il pane è sempre stato molto più di un impasto di farina e acqua: è il risultato di gesti antichi, di saperi tramandati, di una relazione profonda tra l’uomo e la terra che regala i suoi frutti.
BOMPIANI
Trauma è un romanzo si psicologico, ma non particolarmente sconvolgente.
Quello al quale si assiste è una sorta di viaggio che percorre il protagonista attraverso la sua vita, caratterizzato da numerosi traslochi, ognuno dei quali sembra segnalare il passaggio di Charlie ad una nuova fase della sua vita.
La casa, insomma, vista come metafora dell’uomo.
Piena di angoli di luce, di luoghi dove conversare con gli amici.
Ma anche ricca di ripostigli.
Bui.
Segreti.
Dove nascondere i ricordi più difficili da affrontare.
Trauma
Patrick McGrath
Bompiani, 2007, 252 pag., € 17,00
Dove le acque azzurre della costa ligure si mescolano con le scogliere, fioriscono viaggi poetici senza tempo. Hanno una meta vaga eppure precisa, quella di andare via per poter tornare a quelle stesse salate acque. Il pellegrinaggio modernista di Eugenio Montale ne è un esempio e rappresenta un percorso caratterizzato da introspezione e da una connessione viscerale con la natura e con gli scogli, su cui si arrampica tutta la sua poetica. Nelle sue opere, Montale conduce il lettore in un regno dove il paesaggio ligure, con la sua eterna unione di terra e mare, funge contemporaneamente da musa e da specchio.
Ha sempre cercato la leggerezza e la sintesi. E seguendo la sua creatività libera e prolifica e i suoi temi legati agli animali, alla natura, alla terra, all’acqua e alle cose belle e alle questioni ambientali che lo hanno accompagnato durante tutta la sua vita, Attilio Cassinelli in arte Attilio, genovese, vissuto fino all’età di 100 anni si scopre che ha lasciato una sconfinata eredità, modulata attraverso la pittura, il disegno e l’illustrazione. Le sue opere così ricche di inventiva e di passione, ma semplici, frizzanti e colorate hanno affascinato almeno tre generazioni di persone di tutte le età.
Mi perdo nell'universo creato dal nostro signore e vivo i migliori anni della mia vita al tuo fianco, sotto la tua protezione, come una perla in un portagioie. Ti prego di accettare la pena di questa tua miserabile schiava che soffre la tua assenza perché è solo al tuo fianco che trovo pace.
(Lettera di Roxelana per Solimano)
Le donne sostengono la metà del cielo.
(Mao Zedong)
Sono conosciuta con il nome di Sayyida al Hurra e sono nata tra il 1485 a Grenada e il 1493 a Chefchaouen, lasciamo che il mistero continui. Il mio nome di battesimo, altro mistero, è Lalla Aicha bint Ali ibn Rashid al-Alami, Aisha o forse Fatima. La mia è una nobile famiglia andalusa legata al sufismo. Ho ricevuto un'istruzione brillante. Eccellevo nelle lingue, parlavo fluentemente l’arabo, lo spagnolo e il portoghese. Uno dei miei insegnanti di teologia, che in seguito divenne uno dei sette santi di Marrakech, mettendomi una mano sul capo, disse che avrei raggiunto grandi traguardi.
Diceva Marcel Duchamp:
Più la critica è ostile, più l'artista dovrebbe essere incoraggiato.
Per lui, antiaccademico e provocatore per eccellenza, sfidare il mercato dell'arte fu quasi una professione di fede. La vita se la guadagnò facendo il bibliotecario, mentre le sue provocazioni artistiche, dall'orinatoio alla Gioconda con baffi e pizzetto, urlavano la sua protesta contro le convenzioni e i giudizi ortodossi. Da esperto scacchista quale era mosse le sue pedine in vista della vittoria finale, oggi consacrata dalle aste che hanno venduto le repliche del suo "orinatoio" (quello 'originale' è scomparso) a poco meno di 2 milioni di dollari e una versione della Monna Lisa baffuta a oltre 600.000 euro.