DONNE
Elizabeth Olsen
Locandine : FERDINANDO SCIANNA. La moda, la vita. Lee Miller. Opere 1930-1955
Augurio di Beatrice Brandini
A Castiglia di Saluzzo (Cuneo – Piemonte), una mostra racconta Ferdinando Scianna, primo fotografo italiano ad entrare nella prestigiosa agenzia Magnum Photos con “Ferdinando Scianna. La moda, la vita”, a cura di Denis Curti. Mentre a CAMERA, Centro italiano per la fotografia di Torino, si celebra la vita e l’opera della fantastica Lee Miller. Opere 1930-1955. 160 scatti provenienti dai Lee Miller Archives, attraverso venticinque anni della sua carriera.
Joséphine Baker
Joséphine di Beatrice Brandini
Nel 1975, a Parigi, moriva Joséphine Baker , una donna che spese metà della sua vita per l’arte, e l’altra metà per lottare per i diritti delle minoranze.
Christy Turlington, foto di Arthur Elgort, 1987
“The model (Polaroid)” di Beatrice Brandini
A Milano, presso la Galleria Carla Sozzani, c’è una bella mostra dedicata ad uno dei più grandi fotografi di moda: “Arthur Elgort: The Big Picture”.

"Volevo imitare qualcosa di appartenente alla cultura, e nel contempo prendermi gioco di quella stessa cultura"
I suoi autoritratti l’hanno resa celebre in tutto il mondo. Per circa 40 anni Cindy Sherman ha analizzato la costruzione dell'identità e la sua trasformazione, diventando una delle artiste più influenti dell’arte contemporanea.
L’aggettivo ‘ambiguo’ viene dal verbo latino ambigĕre «dubitare, essere indeciso», composto da amb- «intorno» e da agĕre «spingere». Letteralmente, girare intorno alle cose. Una persona ambigua lascia perplessi sulle proprie intenzioni, è doppio, falso, di dubbia moralità, equivoco. Insomma, è un poco di buono. Identica è la definizione del sostantivo ‘ambiguità’. Il dizionario Treccani, dopo aver riportato la definizione neutrale di “possibilità di essere variamente interpretato”, vi associa i significati negativi di “doppiezza del comportamento” e “irresolutezza nell’azione”.
Dante, nella sua cosmografia ultraterrena, pone il nono cielo, chiamato Primo Mobile o Cristallino, a segnare il confine tra l’universo sensibile e l’Empireo, la dimora di Dio. Il Cristallino è un cielo speciale. Non dà punti di riferimento perché “le parti sue... /sì uniforme son” (Pd XXVII 100-102. Non sta in nessun luogo, perché oltre c’è solo l’Empireo, sede immateriale della mente divina: e “questo cielo non ha altro dove/che la mente divina” (Pd. XXVII 109-110). Ha un moto velocissimo, non generato da causa materiale, ma dall’amore divino.
Tra i concetti più intriganti della teoria della complessità vi è quello di edge-of-chaos. Il concetto vuole affermare che la vita, in tutte le sue forme, dalla cellula agli ecosistemi, si manifesta ai confini del caos. Le entità viventi, grazie alla capacità di combinare ordine e disordine, riescono a mantenere nel tempo una propria identità e struttura, pur rinnovando continuamente i propri componenti. Pertanto, l’organizzazione di un sistema vivente non può essere assimilata né all’immutabile ordine di un cristallo, né al convulso disordine di una nuvola di fumo. È qualcosa che sta in mezzo.
La complessità è una presenza permanente sullo sfondo di ogni esperienza. Ma la complessità è solo la superficie: sotto vi sono le acque agitate del caos. La complessità è l’orlo del caos. È un confine, un luogo di transizione, di imprevedibili e misteriosi mescolamenti, una terra di nessuno che separa (e collega) le trincee ben fortificate dell’ordine e del caos1. Un luogo di transizione che Ovidio coglie con immagini potenti nell’incipit delle Metamorfosi:
Alice, inseguendo un coniglio, precipita nel Paese delle Meraviglie, popolato da singolari personaggi che sfidano continuamente il senso comune. Niente è scontato nel Paese delle Meraviglie: ogni incontro è un enigma da risolvere. Talvolta Alice vorrebbe gettare la spugna:
Laure le Poittevin, madre premurosa, preoccupata per l’incerta vocazione letteraria del figlio Guy, lo affida nelle mani dell’amico di famiglia Gustave Flaubert. I pettegoli dicono che Gustave sia anche amante di Laure, separata da anni da un marito che la trascurava.
Il titolo completo del dipinto di William Turner Snow Storm, tradotto in italiano, è: Tempesta di neve: battello a vapore al largo di un porto lancia segnali in acque basse e naviga con lo scandaglio. L'autore era nella tempesta la notte in cui l'Ariel lasciò Harwich. L’autore, a proposito delle circostanze che diedero origine al dipinto, ricorda: “Non l'ho dipinto per essere compreso, ma volevo mostrare com'era una scena del genere; ho chiesto ai marinai di legarmi all'albero maestro per osservarla; sono stato legato per quattro ore e non mi aspettavo di salvarmi, ma mi sentivo in dovere di registrarla se ci fossi riuscito.”
Anna Lavatelli
Nata a Cameri, dove attualmente vive, ha insegnato per molti anni Lettere alle scuole medie. Inizia a dedicarsi alla letteratura per ragazzi nel 1986, cimentandosi con i generi più diversi ma sempre con un occhio rivolto ai problemi della società contemporanea. Svolge attività di animazione progettando percorsi didattici di invito alla lettura. Ha vinto molti premi tra i quali quello del Battello a Vapore nel 1993 e il premio Andersen nel 2005 come migliore autrice italiana con Bimbambel (Interlinea). Dal 2007 è tradotta in Brasile, Perù, Ecuador, Colombia, Messico e Spagna. Nel 2016 ha festeggiato 30 anni di libri.
Franco Matticchio (Varese, 1957) è un ilustra toree pittore italiano.
Esordisce come illustratore nel 1979 sulla terza pagina del Corriere della Sera.
Nel 1986 si dedica all'attività di autore di fumetti, senza abbandonare quella di illustratore avviando la collaborazione con Linus.
Dal quel momento pubblica su molte testate, come King, Linea d'ombra, Salve, L'indice, Il Grifo, Moda. Creatore di Mr. Jones, il gatto bendato protagonista delle avventure pubblicate su Linus e raccolte, dal 1987, nel volume Sensa Senso.
Nel 1988 vince il primo premio in occasione dell'iniziativa ONU "cartoonist Agains Drugs Abuse".
Nel 1982 illustra Il libro dei labirinti, scritto da Anna Zucchi.
Nel 1993 realizza disegni e story-board per un cartone animato prodotto da Gertie Immagini per Lega miente, premiato al Festival Internazionale del Cinema d'Animazione di Annecy come miglior film pubblicitario.
Sua la sigla animata del film Il mostro di Roberto Benigni.
Nel 1999 realizza una copertina per la rivista statunitense The New Yorker.
Collabora come illustratore per le riviste L'indice dei libri del mese, Internazionale, Vivimilano e realizza copertine per la casa editrice Garzanti; sue le copertine dell'opera-omnia di Giorgio Scerbanencoe di Carlo Emilio Gadda.
Una sua raccolta di disegni è stata pubblicata da Einaudi nel 2006 in "Esercizi di stilo". Sempre per Einaudi ha realizzato le illustrazioni dell'ultimo libro di Vincenzo Mollica e, nel 2012, la copertina del romanzo Nessuno è indispensabile di Peppe Fiore. Nel 2011 un suo dipinto è stato esposto alla Biennale di Venezia. Dal 2010 ha prodotto delle acqueforti per le Edizione PigPrints
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| Franco Matticchio |