KAWS THE MESSAGE, nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze
KAWS: THE MESSAGE
Un opera di Kaws, collezione privata
KAWS: THE MESSAGE: Firenze, Cortile di Palazzo Strozzi dal 29 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026
KAWS THE MESSAGE, nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze
Un opera di Kaws, collezione privata
KAWS: THE MESSAGE: Firenze, Cortile di Palazzo Strozzi dal 29 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026
Due creazioni di Alaïa e Balenciaga dal libro Icon Vintage Dress di Beatrice Brandini.
Bozzetto di Balenciaga del 1958. Balenciaga Archives Paris
Da oggi 25 ottobre, fino al 3 maggio 2026, il Museo del Tessuto di Prato presenta una mostra molto importante: Azzedine ALAÏA, Cristóbal BALENCIAGA Scultori della Forma, protagonisti due straordinari artisti che celebrano l’eleganza, la femminilità, valorizzando la donna come pochi altri hanno saputo fare.
Michelangelo’s rainbow di Beatrice Brandini
Il capolavoro michelangiolesco diventa protagonista dell’ultima mostra di Casa Buonarroti. Incisioni, fotografie e arte contemporanea in un’esposizione imperdibile da oggi fino al 7 gennaio 2026.
Hands di Beatrice Brandini
Gambe monumentali nella mostra MACRO a cura di Cosimo Bonciani.
Si è appena conclusa la manifestazione Artigianato e Palazzo presso il Giardino Corsini di Firenze. Un’edizione interessante dove gli assoluti protagonisti sono arte, decorazione e restauro, come i ceramisti, gli orafi, gli ebanisti, i pasticceri, ecc., in sintesi bravissimi artigiani creativi selezionati tra Italia ed Europa.
Antonietta di Beatrice Brandini
Kate Moss fotografata da Tim Walker per Vogue USA, 2012
L’esposizione Marie Antoniette Style al V&A Museum di Londra sarà inaugurata il 20 settembre, evento che sottolinea come questa regina, così innamorata della moda, continui ad affascinare il pubblico.
Locandine : FERDINANDO SCIANNA. La moda, la vita. Lee Miller. Opere 1930-1955
Augurio di Beatrice Brandini
A Castiglia di Saluzzo (Cuneo – Piemonte), una mostra racconta Ferdinando Scianna, primo fotografo italiano ad entrare nella prestigiosa agenzia Magnum Photos con “Ferdinando Scianna. La moda, la vita”, a cura di Denis Curti. Mentre a CAMERA, Centro italiano per la fotografia di Torino, si celebra la vita e l’opera della fantastica Lee Miller. Opere 1930-1955. 160 scatti provenienti dai Lee Miller Archives, attraverso venticinque anni della sua carriera.
Joséphine Baker
Joséphine di Beatrice Brandini
Nel 1975, a Parigi, moriva Joséphine Baker , una donna che spese metà della sua vita per l’arte, e l’altra metà per lottare per i diritti delle minoranze.
Christy Turlington, foto di Arthur Elgort, 1987
“The model (Polaroid)” di Beatrice Brandini
A Milano, presso la Galleria Carla Sozzani, c’è una bella mostra dedicata ad uno dei più grandi fotografi di moda: “Arthur Elgort: The Big Picture”.

"Volevo imitare qualcosa di appartenente alla cultura, e nel contempo prendermi gioco di quella stessa cultura"
I suoi autoritratti l’hanno resa celebre in tutto il mondo. Per circa 40 anni Cindy Sherman ha analizzato la costruzione dell'identità e la sua trasformazione, diventando una delle artiste più influenti dell’arte contemporanea.
L’aggettivo ‘ambiguo’ viene dal verbo latino ambigĕre «dubitare, essere indeciso», composto da amb- «intorno» e da agĕre «spingere». Letteralmente, girare intorno alle cose. Una persona ambigua lascia perplessi sulle proprie intenzioni, è doppio, falso, di dubbia moralità, equivoco. Insomma, è un poco di buono. Identica è la definizione del sostantivo ‘ambiguità’. Il dizionario Treccani, dopo aver riportato la definizione neutrale di “possibilità di essere variamente interpretato”, vi associa i significati negativi di “doppiezza del comportamento” e “irresolutezza nell’azione”.
Dante, nella sua cosmografia ultraterrena, pone il nono cielo, chiamato Primo Mobile o Cristallino, a segnare il confine tra l’universo sensibile e l’Empireo, la dimora di Dio. Il Cristallino è un cielo speciale. Non dà punti di riferimento perché “le parti sue... /sì uniforme son” (Pd XXVII 100-102. Non sta in nessun luogo, perché oltre c’è solo l’Empireo, sede immateriale della mente divina: e “questo cielo non ha altro dove/che la mente divina” (Pd. XXVII 109-110). Ha un moto velocissimo, non generato da causa materiale, ma dall’amore divino.
Tra i concetti più intriganti della teoria della complessità vi è quello di edge-of-chaos. Il concetto vuole affermare che la vita, in tutte le sue forme, dalla cellula agli ecosistemi, si manifesta ai confini del caos. Le entità viventi, grazie alla capacità di combinare ordine e disordine, riescono a mantenere nel tempo una propria identità e struttura, pur rinnovando continuamente i propri componenti. Pertanto, l’organizzazione di un sistema vivente non può essere assimilata né all’immutabile ordine di un cristallo, né al convulso disordine di una nuvola di fumo. È qualcosa che sta in mezzo.
La complessità è una presenza permanente sullo sfondo di ogni esperienza. Ma la complessità è solo la superficie: sotto vi sono le acque agitate del caos. La complessità è l’orlo del caos. È un confine, un luogo di transizione, di imprevedibili e misteriosi mescolamenti, una terra di nessuno che separa (e collega) le trincee ben fortificate dell’ordine e del caos1. Un luogo di transizione che Ovidio coglie con immagini potenti nell’incipit delle Metamorfosi: