lunedì 30 gennaio 2017

Biografia / John Hurt

John Hurt


John Hurt
(1940 - 2017)


Sir John Vincent Hurt (Chesterfield, 22 gennaio 1940 – Cromer, 25 gennaio 2017) è stato un attore britannico. Hurt è stato fra i più celebri e ricercati attori inglesi nel mondo del cinema e del teatro, celebrato anche per i suoi numerosi ruoli teatrali in opere shakespeariane.

Celebre per le doti istrioniche e per il suo grande carisma sia sul palco teatrale che in pellicole di grande successo, Hurt ha anche preso parte ad alcune serie tv dai primi anni duemila, portando avanti una carriera lunga sei decenni. Ha vinto quattro BAFTA Awards su sette nomination, il Golden Globe nel 1979 per Fuga di mezzanotte e ha ottenuto due nomination al Premio Oscar, una per Fuga di mezzanotte e una per The Elephant Man.



BIOGRAFIA

Nasce nella cittadina di Chesterfield, nel nord del Derbyshire, da Phyllis Massey, ingegnere e attrice dilettante, e da Arnould Herbert Hurt, un matematico[1]. Gli altri membri della famiglia sono il fratello maggiore Michael e la sorella adottiva Monica. Quando compie cinque anni, il padre diviene vicario e si trasferisce con tutta la famiglia nel sud della contea, precisamente nel villaggio minerario di Woodville.

A otto anni Hurt viene mandato alla scuola privata St. Michaels a Sevenoaks nel Kent, dove sviluppa la propria passione per la recitazione: all'età di nove anni, Hurt decide di voler diventare un attore, e il suo primo ruolo è la parte di una bambina nella piece di Maurice Maeterlinck L'Oiseau Bleu, in una recita scolastica. I suoi genitori però disapprovano questa scelta e gli consigliano di diventare insegnante d'arte.

Quando il padre viene trasferito nella cittadina di Cleethorpes nel Lincolnshire, Hurt, dodicenne, entra nella scuola pubblica Christ's Hospital Church, dopo aver fallito l'esame di ammissione alla scuola privata dove andava il fratello. A 17 anni, seguendo i voleri familiari, va alla Grimsby Art School, dove studia arte. Nel 1959 vince una borsa di studio per un diploma da insegnante d'arte al Central St. Martins College di Holborn, Londra, per poi finalmente tentare la carriera di attore a 20 anni, entrando a far parte della Royal Academy of Dramatic Art, sempre nella capitale britannica.


CARRIERA


Il primo film di Hurt è The Wild and the Willing del 1962, ma il suo primo vero ruolo di spicco arriva nel 1966 con la parte di Richard Rich ne Un uomo per tutte le stagioni. Nel film per la TV The Naked Civil Servant (vincitore del Prix Italia 1976) interpreta la parte di Quentin Crisp, che gli vale il British Academy Television Award come miglior attore nel 1976.


Nel 1977 interpreta Caligola nel serial della BBC I, Claudius e nel 1978 appare in Fuga di mezzanotte, grazie al quale ottiene una nomination all'Oscar come Migliore attore non protagonista. Il film narra la storia di uno studente americano prigioniero in Turchia per aver tentanto di lasciare il paese con della droga. Hurt interpretó il ruolo di un prigioniero inglese tossicodipendente, perse diversi chili e non si lavó per giorni in modo da immedesimarsi al meglio, tanto che molti altri attori sul set lo evitarono a causa del suo aspetto, ideato da lui stesso e non dal regista. L'anno seguente interpreta il ruolo di Kane in Alien (uno dei suoi ruoli più celebri, che egli stesso riprenderà, parodiandolo, in Balle spaziali), e nel 1980 quello di Joseph Merrick (rinominato John nel film) in The Elephant Man, per il quale ottiene una nomination all'Oscar come migliore attore protagonista, sfoggiando ancora una volta le sue doti camaleontiche. Fu Robert De Niro a vincere il premio tuttavia.

Da notare poi come spesso Hurt abbia spesso interpretato parti fortemente contrastanti tra loro: ad esempio, se da una parte ottiene il ruolo di Winston Smith, il protagonista dell'opera di George Orwell 1984, nel film omonimo, dall'altra interpreta il cancelliere Adam Sutler, capo di una società distopica, totalitaria e militarizzata in V per Vendetta, un ruolo del tutto antitetico. Memorabile la sua interpretazione di Padre Cristopher nel film Shooting Dogs (2005), sul genocidio dei Tutsi in Rwanda nel 1994. Ha interpretato in Doctor Who l'incarnazione del Dottore che nei titoli di coda di The Night of the Doctor è citato come War Doctor e che ha un ruolo principale in Il giorno del Dottore, che festeggia il cinquantesimo anniversario dalla nascita della serie. Nella saga di Harry Potter interpreta Garrick Olivander, il costruttore di bacchette magiche che ha un negozio di bacchette a Diagon Alley che prende il medesimo nome, dove Harry acquista la sua prima bacchetta. Nel 2011 il cortometraggio Love at first sight insieme a Phyllida Law vinse numerosi premi e venne selezionato per concorrere agli Oscar 2012.



VITA PRIVATA


Nel 1962 sposò l'attrice Annette Robertson, per poi divorziare nel 1964[3]. Successivamente, nel 1967 iniziò una lunga relazione con la modella francese Marie-Lise Volpeliere-Pierrot, ma il 26 gennaio 1983 durante un'equitazione nei pressi del villaggio di Ascott-under-Wychwood la modella subì un incidente a cavallo e morì più tardi quello stesso giorno dopo essere stata in coma. Nel settembre 1984 Hurt sposò l'attrice americana Donna Peacock e la coppia si trasferì in Kenya, ma i due divorziarono nel gennaio 1990[4].

Il 24 gennaio 1990 sposò l'assistente di produzione Joan Dalton, da cui ebbe due figli, Alexander John Vincent (nato il 6 febbraio 1990) e Nicholas Hurt (nato il 5 febbraio 1993). La coppia divorziò nel 1996 e Hurt iniziò una relazione di sette anni con la scrittrice irlandese Sarah Owens. Nel luglio 2002 la coppia si separò e nel marzo 2005 John Hurt sposò la produttrice pubblicitaria Anwen Rees-Meyers.



MORTE

Nel giugno 2015 annunciò che gli era stato diagnosticato un cancro al pancreas allo stadio iniziale, affermando anche che, nonostante ciò, aveva intenzione di continuare a lavorare. Tuttavia si è spento il 25 gennaio 2017, appena tre giorni dopo aver compiuto 77 anni, nella sua casa a Cromer.


FILMOGRAFIA


TELEVISIONE



DOPPIATORE



BIOGRAFÍAS
John Hurt 



sabato 28 gennaio 2017

Artemisia Gentileschi / Giaele e Sisara


Artemisia Gentileschi - Giaele e Sisara, olio su tela, 1620,
Szépművészeti Múzeum, Budapest
Artemisia Gentileschi
Giaele e Sisara


In questa tela, ancora una volta, Artemisia Gentileschi raffigura una delle terribili eroine dell'Antico Testamento: si tratta di Giaele, la cui storia è narrata nel Libro dei Giudici. Dopo aver attratto nella propria tenda Sisara, il generale cananeo sconfitto dal popolo d'Israele, lo uccide nel sonno conficcandogli un picchetto della tenda nel cranio.

La scena dipinta da Artemisia non riproduce i toni tragici del racconto biblico; al contrario, essa è pervasa da un'atmosfera calma, che potrebbe, alla prima impressione, sembrare quasi idilliaca, quando si guardi col guerriero che giace sdraiato in un sonno ristoratore e par quasi che appoggi il capo sul grembo di una deliziosa fanciulla, vestita con un elegante abito di seta gialla e con i capelli ramati raccolti in una ricercata acconciatura.

Solo guardando le braccia scoperte e le mani della fanciulla ci si accorge che - armata di picchetto e martello - sta per colpire l'inconsapevole generale, che aveva creduto nella sua ospitalità. Il viso di Giaele è calmo, come di chi si accinge a un'azione consueta, né si coglie nella leggerezza dei gesti lo sforzo necessario ad assestare un colpo di eccezionale violenza. Manzoni (in Marzo 1821) tratteggia la scena con due soli ben più drammatici versi: «Quel [Dio] che in pugno alla maschia Giaele / Pose il maglio ed il colpo guidò.»

Nulla vi è nella scena che assomigli alla tragedia della Giuditta che decapita Oloferne degli Uffizi, pur essendo le due tele pressoché contemporanee, cosa che ridimensiona il giudizio sulla pittrice ansiosa di sublimare sulle tele l'oltraggio della violenza carnale subita. Sisara è immaginato da Artemisia come un uomo giovane ma poco attraente, al contrario di altri pittori, come Mattia Preti o Gregorio Lazzarini, che nel rappresentare l'episodio biblico dotano il personaggio di belle fattezze.

La lezione caravaggesca si manifesta nei marcati effetti chiaroscurali e nella impaginazione essenziale della scena: nulla emerge dall'ombra dello sfondo se non le due figure e la elegante impugnatura della spada di Sisara (si noti la precisione con cui Artemisia ne dipinge i particolari). Solo si intravede un plinto sul quale appare scolpita la firma dell'autrice e la data del quadro: "ARTEMITIA.LOMI / FACIBAT/ M.D.CXX".








giovedì 26 gennaio 2017